Rivista il mulino

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POVERTÀ
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A proposito dell’introduzione del reddito di inclusione sociale
Enrica Morlicchio, 20 March 2017

Il 9 marzo scorso il Senato ha approvato il Disegno di legge delega al governo per il contrasto alla povertà e il riordino delle prestazioni e del sistema degli interventi e dei servizi sociali che introduce su tutto il territorio nazionale una nuova misura di sostegno al reddito per le famiglie povere: il Reddito di inclusione sociale (Reis). Come ha dichiarato il presidente del Consiglio Gentiloni, si è compiuto in tal modo un «passo avanti per venire incontro alle famiglie in difficoltà». Ma non è un passo da gigante, come vedremo più avanti. Intanto occorre riconoscere che si tratta effettivamente di una svolta importante che comporta l’abbandono dell’approccio basato su successive «sperimentazioni», per periodi limitati di tempo e per aree geografiche ristrette, di misure con caratteristiche e denominazioni molto variegate che ha caratterizzato sin qui l’intervento di contrasto alla povertà. Va inoltre sottolineato che la misura, pur rivolgendosi alla sola platea dei poveri (individuati con il criterio molto restrittivo di un reddito Isee inferiore ai 3.000 euro annui), ha per la prima volta una natura universalistica, poiché si rivolge a tutti i cittadini italiani e stranieri, residenti da un certo numero di anni in Italia, e non a particolari categorie di soggetti (famiglie con figli minori, anziani, persone non autosufficienti e via di seguito). Anche l’impegno finanziario è sicuramente apprezzabile, se confrontato con i tagli lineari delle precedenti legislature. Esso infatti per il 2017 ammonta a 1,6 miliardi (che salgono a 2 miliardi considerando anche le risorse europee).

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Cartolina da Napoli
Marcello Anselmo, 25 January 2017

Una fila di uomini e donne di età diverse risale il vico d’Afflitto inerpicandosi verso via Speranzella, l’asse mediano superiore dei Quartieri Spagnoli, un dedalo di viuzze strette e sovraffollate. Le facce sono stranite e divertite; gli sguardi, pur attratti dalle tante particolarità folkloristiche, fanno attenzione a non perdere di vista l’ombrello viola tenuto sollevato da una ragazza bionda che funge da capocordata.

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Enrica Morlicchio, 31 October 2016

Il rifiuto da parte di alcuni abitanti di un paesino del ferrarese di accogliere un gruppo di giovani donne scappate dalla guerra e dalla follia omicida di Boko Aram suggerisce alcune considerazioni, in aggiunta a quelle espresse da Bruno Simili nella sua triste «cartolina dall’Italia». Non si tratta infatti di un caso isolato, anche se la sproporzione tra la reazione degli abitanti e la «pericolosità» di uno sparuto drappello di profughe ha destato scalpore.

Si potrebbe incolpare di questo e di altri episodi simili gruppi ed esponenti della destra becera che tendono ad assecondare nell’opinione pubblica ciò che Luigi Ferrajoli ha definito a suo tempo «il riflesso classista e razzista della equiparazione dei poveri, dei neri e degli immigrati ai delinquenti». E, del resto, le ragazze respinte sommavano tutti e tre questi elementi di stigmatizzazione. Ma ciò sarebbe troppo facile. Le barricate di Gorino si inseriscono piuttosto in un’onda lunga, della quale hanno fatto parte anche provvedimenti che hanno goduto di un ampio consenso politico, tendenti a perseguitare i soggetti in forza della loro identità o condizione (ad esempio trovarsi in uno stato di clandestinità o non avere una dimora stabile) e non per aver commesso un reato, nonché politiche di attivazione animate dalle migliori intenzioni tendenti alla infantilizzazione dei soggetti beneficiari, come è avvenuto nel caso dei

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Paul De Grauwe , 14 July 2016

Come dovrebbe reagire l’Unione europea alla decisione del popolo britannico di ritirarsi dall’Unione? Oggi questa domanda è al centro del dibattito politico in Europa. 

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Una misura liberale e socialista: ma quanto concretizzabile?
Enzo Di Nuoscio, 25 March 2016

Dopo che il governo aveva manifestato una certa contrarietà all’introduzione del reddito minimo di cittadinanza, la proposta del ministro Poletti di prevedere 320 euro per le famiglie più indigenti appare come un parziale ripensamento.

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