Rivista il mulino

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POLITICA
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Carlo Sorrentino, 26 February 2018

Basta ascoltare le musichette che fanno da sottofondo ai servizi dei tanti talk show presenti sulle varie emittenti. Marcette irriverenti come a dire: ma che li vogliamo davvero prendere sul serio la politica e i politici? Non c’è simbolo migliore per la delegittimazione della politica.

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Fernando D'Aniello, 07 February 2018

Uscito da poche settimane nelle librerie tedesche, il pamphlet di Andrea Ypsilanti (Und morgen regieren wir uns selbst) costituisce un vero punto di riferimento per quanti vogliono comprendere la crisi della socialdemocrazia tedesca ed europea e, soprattutto, tentare di venirne a capo.

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Cesare Pinelli, 02 February 2018

Per espressa dichiarazione di Luigi Di Maio, “Tutti i candidati alle elezioni nelle liste del Movimento 5 Stelle si sono impegnati a pagare una multa di centomila euro nel caso in cui non rispettino le regole del Movimento. E  dopo le elezioni aboliremo la regola costituzionale per cui i parlamentari esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato”.

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Sulla scena politica italiana una novità c’è, intanto sul piano comunicativo. E conviene non trascurarla
Massimiliano Panarari, 04 January 2018

Mentre alle ormai prossime elezioni politiche la grande e rissossima famiglia del centrosinistra italiano rischia un significativo dimagrimento, al suo interno è dato osservare un fenomeno interessante. Che ripropone, grosso modo, quella riarticolazione di cleavages che sta in parte riconfigurando la politica a livello internazionale e nei vari sistemi politici occidentali.

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Mario Ricciardi, 04 December 2017

Nel suo editoriale di ieri, Ferruccio de Bortoli richiama le forze politiche al vincolo della responsabilità. Per de Bortoli è pericoloso «evadere dalla realtà, rimuovendo la forza delle cose e l’amarezza stringente di un elevato indebitamento. Basta ingannare gli elettori illudendoli che vi sia una torta da dividere. Non c’è più da tempo. E non è detto che proposte serie, circostanziate e credibili, non raccolgano più consenso dei giochi di prestigio programmatici». L’occasione di questo accorato appello è l’approvazione al Senato della legge di bilancio, con la gran quantità di piccoli provvedimenti di spesa che essa contiene. In assenza di una credibile strategia di lungo periodo per far fronte alla vera emergenza costituita dal debito pubblico, questa disponibilità a venire incontro alle richieste di intervento pubblico che provengono da ogni parte del Paese – per cause di ogni genere, più o meno degne di attenzione e appoggio – appare irresponsabile. Semplicemente una tattica per guadagnar tempo, e per non perdere consenso.

Un appello che ci sentiamo di condividere. A maggior ragione in un momento in cui, stando alle previsioni, il Paese si avvia a una nuova fase di incertezza politica.

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