Rivista il mulino

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Speciale amministrative 2012
Franco Chiarello, 03 May 2012


Per quanto ci si possa sforzare, a Lecce è difficile avvertire vibrazioni politiche sotterranee. L'ansia veicolata dalla bufera economica, che qui si fa sentire non meno che altrove, {C}

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Un primo bilancio
Marc Lazar, 23 April 2012

Questo primo turno delle presidenziali francesi può già darci qualche prima, importante indicazione. L’astensionismo si assesta attorno al 20%, circa quattro punti in più rispetto al 2007, quando il livello dell’astensione al voto fu eccezionalmente basso. Ma la partecipazione può essere considerata più o meno equivalente a quella di molte elezioni precedenti, il che conferma che le presidenziali mobilitano i Francesi.

François Hollande è in testa con il 28,6% dei suffragi. Raggiunge così il secondo risultato mai ottenuto da un candidato socialista al primo turno (dopo Mitterrand nel 1988) e ora potrà trarre beneficio da una dinamica a lui favorevole. Jean-Luc Mélenchon, arrivato quarto con l’11,1% dei voti, mostra la persistenza di una cultura della sinistra radicale, minoritaria ma pur sempre di lunga tradizione. Eva Joly, per i Verdi, e i due candidati trotzkisti ottengono in totale poco meno del 4%. Pertanto, sinistra e estrema sinistra ottengono in tutto oltre il 43,5% (circa 8 punti in più rispetto al 2007). L’aumento è significativo ma il livello complessivo della sinistra rimane al di sotto dei buoni risultati ottenuti nei decenni Settanta e Ottanta.

Dal canto loro, destra ed estrema destra raccolgono il 46,8% dei voti, due punti in più rispetto al 2007, ma con un cambiamento interno a questa compagine completamente nuovo. Nicolas Sarkozy non riesce a ottenere che la seconda posizione, con il 27%. Ed è questa la prima volta nella storia della V Repubblica francese: fin qui, infatti, al primo turno il presidente uscente candidato alla riconferma si era sempre classificato al primo posto. Questo risultato deriva da una perdita di 4 punti rispetto a quanto da lui ottenuto nel 2007. Una punizione molto severa dopo il suo primo quinquennato, segnale inequivocabile del fallimento di una campagna da lui molto caratterizzata verso destra nella speranza, come già era avvenuto nel 2007, di catturare ancora una volta l’elettorato del Fronte Nazionale.

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Romano Prodi, 18 April 2012

Quando si tenne il referendum che determinò una svolta in senso antiproporzionale del sistema elettorale italiano, la cosiddetta Prima Repubblica era in agonia. Le elezioni del 1994, le prime con un sistema elettorale fortemente maggioritario, ne certificarono il decesso.

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Storia e identità di un popolo in rivolta
Emanuele Confortin, 18 April 2012

Paolo Bosusco e Claudio Colangelo sono entrambi finalmente liberi. Un commando di guerriglieri maoisti li aveva rapiti a metà marzo, mentre erano impegnati in un viaggio nelle giungle dell’Orissa, in India. Al termine di un mese di trattative, il sequestro si è fortunatamente concluso

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Luca Verzichelli, 12 April 2012

La vicenda delle inchieste sulla gestione del bilancio della Lega Nord segna senza dubbio un punto di non ritorno nella controversa storia del rapporto tra gli italiani e i partiti politici. Ma i fatti di questi giorni costituiscono soltanto una cartina al tornasole: il sistema,

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