Rivista il mulino

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MEZZOGIORNO
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A proposito dei presunti vantaggi per chi vive al Sud derivanti dal costo della vita
Vittorio Daniele, Gianfranco Viesti, 23 September 2019

Nelle ultime settimane, nel dibattito economico, diversi interventi hanno proposto di ridurre gli stipendi nel Mezzogiorno; o, comunque, di ampliare le differenze salariali fra Nord e Sud, per i lavoratori del settore pubblico e di quello privato. Questo per due ordini di ragioni: a) di efficienza economica: minori salari al Sud determinerebbero maggiore occupazione e crescita; b) di equità: essendo il costo della vita minore al Sud, salari uguali sono ingiusti per i lavoratori del Nord, pagati di meno in termini reali.

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Nicola Fiorita, 22 October 2018

La vicenda giudiziaria che riguarda Mimmo Lucano ha compiuto un piccolo passo in avanti con la decisione del Tribunale del Riesame che ne ha revocato gli arresti domiciliari e ha disposto, come è noto, il divieto di dimora a Riace. In attesa di leggere le motivazioni del provvedimento, si possono solo fissare degli appunti a margine

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Gianfranco Viesti, 23 April 2018

Come ben noto, l’esito elettorale del 4 marzo è stato deciso dal voto del Mezzogiorno, che ha impedito alla coalizione di centrodestra di conquistare la maggioranza dei seggi: un trionfo del M5S al di là di ogni aspettativa, con un crollo del Pd, per cui ha votato meno di un meridionale su sei. Il centrosinistra e il Sud hanno divorziato. È indispensabile interrogarsi sulle radici profonde di questo voto; di quella che appare come una “vendetta” elettorale dei “luoghi che non contano”; molto al di là della comode interpretazioni  – con  atteggiamenti di disprezzo per l’elettorato - che hanno attribuito un’ importanza decisiva al reddito di cittadinanza (dando anche le ali alla falsa notizia degli assalti dei meridionali agli sportelli per ottenerlo).

Un elemento ha certamente pesato: l’interesse e la capacità di intervento nel Mezzogiorno del governo Renzi, e in larga misura anche del governo Gentiloni, è stata inesistente; anzi, spesso la loro azione l’ha penalizzato. Per illustrare questa affermazione, un elenco di questioni, necessariamente solo accennate.

1) Le grandi politiche redistributive. Per come è stata costruita la misura, degli 80 euro hanno beneficiato il 25% delle famiglie del Nord (con punte in Veneto e Emilia-Romagna) e solo il 19% nel Centro Sud, pur essendo queste ultime a reddito assai inferiore (così come il 17% delle risorse è andato al quinto degli italiani a maggior reddito e solo il 10% al più povero). Assai più tardiva, e assai più modesta nei suoi importi (2 miliardi contro 9 degli 80 euro nel 2016) è stata l’attivazione del “reddito di inserimento”, che ha molti beneficiari poveri e al Sud.

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viaggio in Italia / dopo il voto
Vittorio Mete, 16 April 2018

Sarà per le mappe elettorali che lo tingono tutto di un bel giallo uniforme, sarà per l’idea (dura a morire) che sotto Roma le cose vadano più o meno dappertutto allo stesso modo, sta di fatto che le analisi e i commenti sul successo del Movimento 5 Stelle nel Mezzogiorno battono (quasi) tutti sugli stessi tasti: voglia di cambiamento, disoccupazione giovanile, reddito di cittadinanza, antipolitica e altre cose del genere.

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viaggio in Italia / dopo il voto
Fulvio Colucci, 26 March 2018

L’analisi del voto a Taranto, nel luogo dell’ultima ridotta dell’industria pesante italiana, non può che partire dall’ormai noto falso d’autore del fac-simile (anzi, il fake-simile) circolato nei giorni immediatamente successivi al 4 marzo.

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