Rivista il mulino

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MEDIORIENTE
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David W. Ellwood, 30 May 2020

La posta in gioco nell’affare tra i sauditi e il Newcastle United. Da diversi anni gli Stati del Golfo persico puntano sullo sport, in particolare sul calcio, per trovare uno sbocco alla loro immensa ricchezza

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Raffaella Baritono, 08 January 2020

I presidenti americani sono sempre stati interessati alla storia, soprattutto al modo in cui verranno ricordati dai posteri; guardano ai modelli del passato per trarne esempio e insegnamento, per cercare di comprendere quali sono gli effetti di lunga durata delle decisioni prese. Insomma, vi è la consapevolezza che le lezioni della storia siano in grado di fornire una bussola per le decisioni da prendere nel presente. Molti storici americani, come Arthur Schlesinger Jr durante l’amministrazione Kennedy, hanno svolto un ruolo di consiglieri politici; e Obama spesso invitava storici, anche di diverso orientamento, alla Casa Bianca, alcuni dei quali hanno collaborato alla stesura di alcuni dei suoi discorsi politici. Lo stesso Trump, certo dallo spessore intellettuale non paragonabile a quello di Obama, qualche volta ha fatto riferimento a coloro che lo hanno preceduto, come modelli a cui ispirarsi: Andrew Jackson, campione della retorica populista democratica ottocentesca, e, naturalmente, Ronald Reagan.

La velocità e volatilità che sembrano in apparenza guidare le decisioni dell’attuale presidente – che pure non perde occasione di autocelebrarsi come colui che lascerà un segno indelebile nella politica statunitense e internazionale – non appaiono però sempre imperniate su ciò che la storia, anche recente, può insegnare. Ad esempio, Trump, prima di dare il via libera all’uccisione del generale iraniano Qasem Soleimani, avrebbe forse dovuto riflettere su quanto Ronald Reagan confessò a uno dei maggiori intellettuali conservatori statunitensi, William Buckley: “Bill, il Medio Oriente è un posto complicato – insomma non propriamente un posto, più uno state of mind. A disordered mind. Una mossa precipitosa o sbagliata rischia di produrre immediatamente il caos”.

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Leila El Houssi, 19 January 2018

Sono passati sette anni da quel 14 gennaio 2011 quando, con la fuga di Zine El Abidine Ben Ali, la Tunisia entrava prepotentemente in una nuova fase storica al grido di dignità e libertà. Il percorso di costruzione della democrazia che il Paese ha intrapreso in questi anni è stato complesso e non privo di difficoltà.

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Nicola Sbetti, 09 February 2017

Pallone e politica. «Una parvenza di normalità è tornata sabato scorso, per qualche ora, ad Aleppo, quando le squadre locali dell’Al-Ittihad e dell’Al-Hurriya si sono incontrate per il primo derby nella città dopo cinque anni.

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Il passato che non passa: etnicizzazione ideologica e delegittimazione dell'avversario
Claudio Vercelli, 15 November 2016

Il confronto tra israeliani e palestinesi, nell’ormai sua «terza età», è divenuto come una sorta di pellicola che si srotola e, una volta visionata, si arrotola immediatamente

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