Rivista il mulino

LAVORO
Emergenza migranti: l’integrazione passa dalle nuove comunità
Giovanna Zincone, 24 July 2015

Rivisitare vecchi modelli di auto oggi si usa e funziona. Rivisitare un modello interpretativo che osserva un terreno accidentato come quello migratorio, attraversato da tensioni di ogni genere e segnato dall’ombra del terrorismo, è un azzardo. Affronto il rischio e ripropongo un prodotto  ideato alla fine degli anni Novanta, quando presiedevo la Commissione per l’integrazione degli immigrati. Secondo quel modello, i principali obiettivi delle politiche di integrazione degli immigrati sarebbero quattro.  Primo obiettivo: un impatto positivo o almeno non dannoso sul Paese di arrivo. Secondo obiettivo un simile impatto sul Paese di origine. Già questi due scopi sono un esempio della difficoltà di conciliare tutti gli obiettivi desiderabili.

Gli immigrati altamente qualificati sono più facili da integrare e uno studio Ocse del 2014 conferma il loro prezioso contributo in tutte le economie avanzate; ma il Paese di origine che ha pagato la loro formazione e anche le famiglie che li hanno allevati non ne ricavano grandi vantaggi; proprio perché si inseriscono meglio, questi immigrati investono nel Paese di arrivo e mandano meno soldi in patria. Il nostro sistema produttivo e il nostro Welfare familiare attraggono soprattutto lavoratori poco qualificati, mentre esportiamo crescentemente diplomati e laureati. Il che non significa che vadano necessariamente a ricoprire mansioni pregiate: delle competenze di alcuni nostri espatriati  non c’è richiesta neppure all’estero. In Italia una laurea qualunque la facciamo bastare in  un concorso pubblico, magari a scapito di candidati competenti ma senza quel titolo, ma  quel pezzo di carta non basta a fare un cervello appetibile a livello internazionale. 

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Cartolina da Casalecchio di Reno
Bruno Simili, 14 July 2015

 

Elettore. Che succede? Il negozio è chiuso?

Commesso. No signore, il negozio è aperto. O meglio aprirà come al solito alle dieci.

 

E. Ma come fa a essere aperto se siete tutti qui fuori?

C. Sono rimasti dentro in venti circa, tra quadri e dirigenti. Bastano loro, in una giornata di emergenza. Tutti gli altri, quasi duecento, sono qui.

 

E. Ma siete in sciopero?

C. Sì, è il primo sciopero di tutti i punti vendita sparsi in Italia. Non era mai accaduto prima.

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Gianfranco Viesti, 13 July 2015

Da dove può ripartire l’occupazione nel Mezzogiorno? Che cosa si può fare nei prossimi mesi per sostenerla? Non bisogna smettere di porsi queste domande, e di suggerire ipotesi, nonostante il grande disinteresse della politica. E una prima risposta è: dal turismo internazionale; attraverso una forte politica di potenziamento dei collegamenti aerei.

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Cartolina da Bastia Umbra
Riccardo Tagliati, 07 July 2015

L’appuntamento, come scritto nella mail inviata il 9 giugno dalla Direzione Risorse Umane e Organizzazione della Rai, è tassativamente alle 10 e 30: “La Sua assenza o il Suo ritardo rispetto all’orario sopra stabilito saranno considerati rinuncia alla selezione”. Una mail arrivata all’improvviso, che in pochi ormai si aspettavano.

Non sono nemmeno le 8 e 30 e già a decine i candidati e le candidate del “Concorso Rai” si rintanano

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Cartolina da Napoli
Andrea Morniroli, 18 May 2015

Giovanni – nome di fantasia – ha 17 anni. Porta i caffè negli uffici per un bar del centro. Lavora dalle 7 e 30 alle 17 e 30, dal lunedì al sabato. Viene pagato 80 euro la settimana e in più si “porta a casa” una media di 10/15 euro al giorno di mance. Ieri si è messo quasi a piangere, raccontandomi del suo problema, perché il bar cambia gestione e i nuovi proprietari hanno due nipoti che prenderanno il suo posto.

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