Rivista il mulino

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CORRUZIONE
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L’Italia e gli indici internazionali di corruzione
Piergiorgio Corbetta, 18 December 2017

In un recente e quanto mai opportuno articolo sul «Corriere della Sera» Sabino Cassese – all’interno di un articolato ragionamento sulle Strategie anti-corruzione da ripensare – richiama l’attenzione sull’affermazione secondo la quale nel nostro Paese il costo relativo alla corruzione «sarebbe di 60 miliardi all’anno, pari alla metà del costo della corruzione di tutti i Paesi dell’Unione europea messi assieme». Notizia, ricorda Cassese, totalmente priva di fondamento, la cui genesi è stata ricostruita con ironia da Luca Ricolfi e Caterina Guidoni (in Il pregiudizio universale, Laterza, 2016).

Ma è opportuno andare oltre questa specifica «falsa notizia». La principale fonte alla quale attingono i sostenitori di quello che ormai sembra diventato un «luogo comune», e cioè del fatto che saremmo uno dei Paesi più corrotti del mondo, è rappresentata dall’Indice della percezione della corruzione (Cpi – Global corruption perception index) stilato ogni anno dall’associazione non governativa contro la corruzione Transparency International. Secondo l’ultima emissione dell’Indice (rilevazione del 2016, pubblicazione nel gennaio 2017), che riguarda 176 Paesi di tutto il mondo e che vede al primo posto Danimarca, Nuova Zelanda, Finlandia e Svezia, l’Italia si collocherebbe al 60° posto, dopo Buthan, Emirati Arabi, Botswana, Georgia, Namibia, Malta, seguita fra le nazioni dell’Unione europea, solo da Grecia e Bulgaria (la Francia è al 23° posto).

Ma questa è la corruzione «percepita», come peraltro viene esplicitamente menzionato nel nome stesso dell’Indice. E la percezione è un concetto quanto mai ambiguo e scivoloso, che andrebbe sempre evitato in un ragionamento non dico scientifico ma quanto meno oggettivo.

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Rocco Sciarrone, 31 July 2017

Stupiscono alcune reazioni alla sentenza su Mafia Capitale, soprattutto quelle espresse da esponenti politici. Come se non riconoscere l’articolo 416 bis e l’aggravante mafiosa rendesse meno rilevanti le responsabilità penali sin qui accertate dai giudici. La sentenza ha provato la presenza di crimini assai gravi, comminando pene molto severe, in particolare agli imputati appartenenti al “mondo di sopra”.

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La corruzione diffusa mette in difficoltà i tradizionali sistemi del potere mafioso
Alberto Cisterna, 04 July 2017

Sono trascorsi oltre trent’anni da quando il prefetto Emanuele De Francesco, chiamato al posto del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa alla guida dell’allora Alto commissariato antimafia, commise l’ingenuità di rispondere alla domanda di un cronista su quando poteva realisticamente attendersi la sconfitta di Cosa nostra. «Nel 2000», disse con onestà.

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Francesco Davide Ragno, 10 May 2016

Un Paese ingovernabile. Domani 11 maggio il Senato federale si esprimerà sulla messa in stato di accusa del presidente brasiliano, Dilma Rousseff. Dopo che ieri il presidente ad interim

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A proposito di evoluzione del sistema dei partiti e corruzione
Alberto Cisterna, 17 February 2016

La corruzione viene percepita come endemica e, nei suoi snodi più importanti, tocca inevitabilmente la politica. A questa si aggiunge una significativa malversazione della funzione pubblica, vanificata da ondate di assenteismo e dalla sostanziale deresponsabilizzazione della dirigenza.

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