Rivista il mulino

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CARCERE
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Stefano Anastasia, 08 April 2015

Lo sguardo della differenza femminile sul carcere che Susanna Ronconi e Grazia Zuffa mettono all’opera in Recluse (Ediesse, 2014) è duplice: da una parte è il punto di vista sulla propria condizione delle donne detenute che vi sono intervistate, dall’altra è la chiave di lettura delle autrici sull’istituzione penitenziaria e le sue prospettive.

Il libro nasce come una ricerca sull’autolesionismo in carcere, si sviluppa come un’analisi del vissuto femminile

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Gabriele Della Morte, 28 July 2014

«Vi imploro, per una volta, mettetevi al di sopra della legge. E per fare un atto di grande giustizia, compiete un piccolo torto» («[t]o do a great right, do a little wrong»). È tutta racchiusa in questa mirabile richiesta – con la quale Bassanio implora la grazia per Antonio (ne Il Mercante di Venezia shakespeariano, Atto IV, scena prima) – la drammaturgia della clemenza. Un piccolo torto, per una grande giustizia. Ma è davvero così? Facciamo un passo indietro.

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Marco Clementi, 24 December 2013

Una grazia calcolata? Michail Chorodkovskij, il cinquantenne ex capo della holding petrolifera Yukos, in carcere in Russia da ormai dieci anni, è stato graziato dal presidente Vladimir Putin e liberato la mattina del 20 dicembre dal campo di lavoro

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Mauro Barberis, 02 November 2009

La foto, ormai, è comparsa anche sulla prima pagina dei quotidiani: il volto cereo sullo sfondo di un lenzuolo azzurro, le palpebre gonfie, tumefatte, il collo e il corpo trasparenti, scheletrici: pare che il giorno del fermo, una settimana prima, pesasse quarantatre chili, mentre lì, disteso sul tavolo dell’obitorio, ne pesa trentasette. Certo, si trattava di un pericoloso criminale: uno che portava a spasso il cane con nelle tasche ben 20 (venti) grammi di hashish e ben due pasticche di extasy (in realtà, un farmaco salvavita contro l’epilessia) non merita certo tanti riguardi, dev’essere ammanettato, processato per direttissima e poi stare in carcere, in un Paese dove boss mafiosi escono di galera perché depressi.

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