Rivista il mulino

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AMBIENTE
Bruno Zanardi, 12 December 2012

«Riesci a spiegarmi perché, a oltre tre anni dal terremoto, il centro storico dell’Aquila ancora giace abbandonato a se stesso? Con la sua popolazione ghettizzata nelle new towns?».

«Credo che l’operazione abbia tutte le caratteristiche di un laboratorio, dove l’obiettivo è mettere a punto il modo per accelerare la cancellazione dalle nostre città delle sempre più senescenti popolazioni

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Gianfranco Viesti, 03 December 2012

Quella dell’Ilva di Taranto è una storia italiana. Ha tanti degli ingredienti che ritroviamo nello sviluppo del nostro Paese, nel bene e nel male. Ma è anche una cartina al tornasole: per verificare se e quanto avremo la capacità di disegnare, un po’ alla volta, uno sviluppo diverso.

L’Ilva è un pezzo importante del nostro sistema manifatturiero. Ha una dimensione rilevantissima sull’economia locale, ma anche un ruolo decisivo a scala nazionale: per le forniture alle industrie a valle, per il saldo della nostra bilancia commerciale. È frutto della storia, per molti versi positiva, della nostra grande rincorsa industriale: dal Piano Sinigaglia alla siderurgia pubblica, al grande costante aumento della produzione negli anni del boom fino alla storica decisione di creare il Quarto Centro Siderurgico a Taranto e poi di raddoppiarlo. Nonostante tutte le difficoltà del quadro internazionale (fra nuovi produttori e nuovi materiali) e la crisi irreversibile dell’impresa pubblica, uno stabilimento che è rimasto competitivo, efficiente.

Allo stesso tempo, al di là di ogni ragionevole dubbio, l’Ilva ha un impatto devastante sull’ambiente, moltiplicato dalle enormi dimensioni dello stabilimento. Ha condizionato negativamente tutta l’area di Taranto, con un inquinamento persistente e rilevante. Ha avuto effetti drammatici sulla salute dei lavoratori e dei cittadini.

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Bruno Simili, 19 November 2012

Se siamo convinti che i continenti siano ancora cinque, come ci hanno insegnato a scuola, sbagliamo. Perché da qualche anno se ne è aggiunto uno nuovo, che galleggia sotto forma di due enormi isole in mezzo al Pacifico. Grande come il Canada, è fatto solo di immondizia,

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Valentina Lo Surdo, 29 June 2012

In coincidenza con l'avvio della XVIII edizione de I Suoni delle Dolomiti, Valentina Lo Surdo ci propone, con la gentile concessione de "il manifesto", il testo integrale del resoconto della sua esperienza durante la scorsa edizione, quando prese parte al Cello Trekking guidato da Mario Brunello, che sin dagli inizi della manifestazione, nel 1995, è tra gli animatori e ideatori.

Esiste un luogo ideale per la musica? Esiste. E si chiama aria. Uno spazio impalpabile che si palesa definito, reale quando l’aria è silente e vasta, pronta ad accogliere il puro suono.

Accade di comprendere quanto la musica sia fatta di aria e di silenzio se ci si mette in marcia lungo i suoni delle Dolomiti, sulla via del trekking musicale che conduce alle vette del Trentino, con il violoncellista Mario Brunello. Tre giorni nelle viscere della musica, attraverso percorsi di montagna che non prevedono discese a valle, ma solo passaggi in quota, scavalcando valichi e solcando pendici,

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Valentina Lo Surdo, 08 March 2012


Sono un’orchestra. Le percussioni dei piedi mettono in moto onde sonanti scure, lente. Il flauto del respiro succhia aria dal tubo di plastica per due o tre secondi e con colpi di lingua la espelle in un tempo doppio. Il tamburo è il cuore, gli archi, acuti, fischiano intorno alle orecchie. Captano lo sciabordio minuto dell’acqua, suoni raggranellati in polvere e sabbia, sibili impercettibili a un ascolto qualsiasi. Ma ascoltare distrattamente qui, in fondo, è un’eresia. Perché non c’è altro da fare se non sentire.

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