Rivista il mulino

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AMBIENTE
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Trump e il dovere di mitigare i danni causati dal cambiamento climatico
Gianfranco Pellegrino, 15 December 2017

I danni causati dai gas a effetto serra non si limitano al territorio governato da Trump. Anzi, la caratteristica essenziale del cambiamento climatico è che certi Paesi sono responsabili dei danni e certi altri ne saranno vittime – inondazioni, desertificazione, aumento di eventi climatici estremi colpiranno l'Africa e l'Asia, e forse anche l'Europa meridionale. Una parte del cambiamento climatico è già avvenuta, o è in corso. Per quanto si faccia, non è detto che si possa arrestare il processo

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In margine alla discussione sul Tap
Gianfranco Pellegrino, 09 May 2017

La discussione, gli atti giudiziari, le scelte politiche e le proteste relative al cosiddetto Tap (Trans Adriatic Pipeline), il gasdotto trans-adriatico che convoglia gas dall’Azerbaijan all’Italia, rimandano a una serie disparata di temi – dalle scelte economiche nazionali alla relazione fra locale e globale, alla democrazia, alle politiche energetiche. Ma c’è un aspetto non del tutto messo a fuoco che riguarda le nostre idee sulla natura e sul suo valore.

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Dall'Ue una nuova procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per lo smog
Bruno Simili, 20 February 2017

L’Unione europea è pronta ad avviare una nuova procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia. Non è l’ennesimo rimbrotto sul rischio tenuta dei nostri conti pubblici, o una nuova richiesta di procedere più speditamente con le tanto invocate riforme. Più semplicemente, ma forse anche più drammaticamente, è il richiamo al rispetto delle regole comunitarie per quanto riguarda i valori degli inquinanti nell’aria. O, più precisamente, il richiamo alla messa in atto di misure per contenere tali valori nei limiti.

Piccolo riepilogo. L’Italia – in particolare con il primato non invidiabile della Pianura Padana, grazie alle sue nebbie basse e alla mancanza di correnti d’aria – spicca sulle carte mondiali per concentrazione di biossido di azoto (NO2), particolato (PM10, PM25), ozono (O3), benzene (C6H6). Se ne occupano varie istituzioni. Tra queste la Nasa, che ricorrendo a nuove mappe satellitari ad alta risoluzione è in grado di misurare i livelli di inquinamento della Terra ottenendo visualizzazioni anche su singole città. Studi sempre più sofisticati sono poi quelli effettuati dall’Organizzazione mondiale della sanità, che recentemente ha prodotto mappe particolarmente precise sui livelli di inquinamento divisi per aree. In questo modo, ora disponiamo di una bella (si fa per dire) mappa interattiva che ci fornisce immediatamente l’idea di quanto siamo esposti a rischi seri per la nostra salute. Per comodità, selezioniamone una parte e prendiamo – perché abbiamo anche noi il nostro bravo istinto di conservazione della specie, non per altro – quella relativa al Nord Italia. Non è un bel vedere. 

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A proposito del bello nascosto e delle sue opportunità in un Paese incapace di investire su se stesso
Mario Ricciardi, 12 September 2016

San Severino di Centola è un piccolo borgo che domina la Gola del Diavolo, la stretta valle tra il monte Bulgaria e il Monte Fontanelle in cui scorre il fiume Mingardo. Seguendo la strada che costeggia il corso d’acqua, si raggiunge uno dei tratti di costa più noti del Cilento, tra Palinuro e Marina di Camerota.

La mattina di un giorno della settimana di Ferragosto mi trovavo nel bar di San Severino, un paese di meno di cinquecento abitanti, per cercare di sottrarmi per qualche ora al trambusto del litorale e per visitare uno dei più suggestivi borghetti del parco naturale del Cilento. San Severino è infatti un piccolo paese con una lunga storia, che affonda le proprie radici nella nebbia di un lontano passato normanno, e forse longobardo, non privo di un tocco di esotismo per via dell’insediamento in zona di mercenari bulgari al servizio di un principe chiamato Aztek (almeno se si deve prestar fede alle cronache di Paolo Diacono).

Di tutto questo oggi non rimane granché, ma la parte più antica è sicuramente degna di una visita per la presenza di alcuni edifici, e per la singolare circostanza di essere diventato negli ultimi decenni un «paese fantasma». Le frane ricorrenti hanno spinto la popolazione, specie dopo l’apertura di una stazione ferroviaria poco distante, ad abbandonare la cima su cui era arroccato il vecchio borgo, per trasferirsi in abitazioni più recenti – meno belle ma più sicure – costruite a valle.

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Un commento al referendum dello scorso 17 aprile: quando l’uomo guarda al dito ma non alla luna
Edoardo Lombardi Vallauri, 13 May 2016

Ricordo i miei fratellini, di pochi anni, seduti sul pavimento della loro stanza, che dicono:

- «Stefano, ma chi avrà fatto il mondo?»

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