Rivista il mulino

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Il dialogo con Ivan Krastev pubblicato in questo numero ci aiuta a mettere a fuoco aspetti a lungo trascurati del 1989, così importanti per comprendere gli sviluppi inattesi che la caduta del Muro ha avuto anche sulle democrazie liberali. Trent’anni dopo, facciamo i conti con alcune delle conseguenze della lunga stagione di egemonia neoliberale. Emanuele Felice e Giuseppe Provenzano ragionano proprio sui limiti del neoliberalismo, e sull’alternativa che potrebbe essere offerta dalla riscoperta della grande tradizione del liberalismo sociale, sbrigativamente liquidata all’indomani del 1989 da quanti si erano convinti che il conflitto distributivo fosse stato definitivamente superato e la politica dovesse occuparsi solo della «amministrazione delle cose». Ma nessuna idea può affermarsi senza un’organizzazione che la articoli e la trasformi in proposte politiche. Ecco perché si torna a discutere di partiti, democrazia e rappresentanza, con alcuni interventi riuniti in una sezione specifica. Molti altri sono i temi toccati in questo numero: dal peso politico del papato di Bergoglio, al razzismo (con una intervista a Michel Wieviorka), alla partecipazione elettorale dei più giovani, alla condizione carceraria in Italia, allo sfruttamento delle risorse naturali in Basilicata. Il fascicolo, arricchito da un racconto in prima persona di chi insegna in una scuola serale romana, è completato da un profilo di Giorgio Fuà e da una intervista al fotografo Guido Guidi.

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