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Cartolina dalla Bassa modenese
Una discontinuità inaspettata
rubrica

Le elezioni europee dello scorso 26 maggio hanno portato la Lega di Salvini come primo partito in Italia: un’ascesa non del tutto inaspettata, ma sicuramente un dato importante per il nostro Paese, soprattutto in una regione quale l’Emilia Romagna, che da sempre si contraddistingue per un  orientamento politico diametralmente opposto al partito dell’ex Ministro degli interni. Cosa è cambiato? Com’è potuto avvenire questo cambiamento? Quali sono state le cause? L’obiettivo di questo articolo è quello di cercare di scoprire quali sono stati i meccanismi che hanno portato a questa vittoria, in particolar modo nella zona della Bassa modenese, una delle più ricche della regione e dell’Italia grazie all’industria del biomedicale.

Il 26 maggio, oltre che per le europee, nei comuni di questa zona si è votato anche per le elezioni amministrative: è interessante il fatto che nonostante la Lega avesse vinto in tutti i comuni alle europee con risultati superiori al 40%, solo due dei sette comuni dell’Area Nord hanno eletto un sindaco appoggiato da una coalizione di centrodestra. Di sicuro il vento nazionale ha giocato un ruolo importantissimo per i risultati delle europee, ma non abbastanza da spingere i cittadini a votare candidati sindaci di centrodestra. D’altronde la Lega è un partito relativamente nuovo in queste zone, non ha una diffusione capillare: nelle scorse elezioni, pochi comuni presentavano dei candidati del partito, e laddove erano presenti non avevano ottenuto risultati degni di rilevanza. Nella maggior parte dei comuni dell’Area Nord chiamati al voto, i cittadini hanno votato liste civiche di centrosinistra basandosi sul nome e sull’operato del candidato (è successo venisse rieletto il sindaco uscente per un secondo mandato).

Un caso di netta rottura è stato invece il comune di Mirandola, il più grande della zona, dove c’è effettivamente stata una coincidenza tra risultati delle elezioni europee e quelli delle comunali. Il neo sindaco della città, Alberto Greco, è stato appoggiato da una coalizione di centrodestra: Lega Salvini Premier, Forza Italia, Prima Mirandola (lista civica), Il Popolo della Famiglia-Fratelli d’Italia. La sua campagna elettorale è stata incisiva e potente, è riuscito a fare leva sugli argomenti che più scaldavano la cittadinanza: sanità e sicurezza sono stati i punti cardinali, accompagnati da una buona dose di retorica nostalgica e populista. È inutile negare il forte aiuto che il deputato Guglielmo Golinelli, da tempo portavoce della Lega a Mirandola, ha fornito all’immagine di Greco, il quale non era così conosciuto nella comunità mirandolese: non è un caso che l’onorevole abbia ottenuto un numero nettamente superiore di preferenze tra tutti i candidati delle liste che appoggiavano la candidatura di Greco. Poi, l’incendio presso la sede dei vigili urbani che ha causato due decessi: avvenuto nella notte del 21 maggio, pochi giorni prima delle elezioni, l’atto compiuto da un 18enne nordafricano è diventato un vero e proprio caso mediatico. Ha scatenato l’ira di molti e rafforzato la campagna leghista, ma ancora non è stata fatta chiarezza sul ragazzo che poco aveva a che fare con l’ambiente mirandolese, dato che fino a pochi giorni prima si trovava a Roma. Ultima ma non per importanza la visita di Matteo Salvini il 4 giugno, poco prima del secondo turno di votazioni, è stata un altro evento che ha rafforzato l’appoggio di Greco da parte della cittadinanza, gettando le basi per una crescita più solida della Lega.

Anche nel comune di San Felice sul Panaro, il secondo per grandezza, la lancetta dell’orientamento politico si è spostata a destra. Il neo sindaco è Michele Goldoni, ex poliziotto e figura nota alla cittadinanza, a differenza del suo avversario Alessandro Fortini, il quale si poneva in continuità con il programma del sindaco uscente. Distruttivo è l’aggettivo da utilizzare per descrivere l’atteggiamento della stampa locale e il clima che si era creato sui social media nei confronti dell’ex dirigenza, pieno d’odio e fake news. Negli altri comuni dell’Area Nord invece, i cittadini hanno votato per la continuità: nelle cittadine di Concordia sulla Secchia, Cavezzo e San Prospero sono stati eletti per il secondo mandato i sindaci Luca Prandini, Lisa Luppi e Sauro Borghi. Dove si sono presentati nuovi candidati di centrosinistra ha giocato a favore il fatto che le varie liste di centrodestra si siano presentate separatamente, com’è successo a Medolla, dove a sfidare il segretario Pd Alberto Calciolari c’erano Lavinia Zavatti (Lega Salvini Premier-Medolla in Movimento) e Marco Bergamini (Lista civica indipendente Medolla). Confrontando questi risultati con quelli ottenuti nei comuni di Mirandola e San Felice, è chiaro che l’amministrazione di comuni più piccoli permetta un rapporto più stretto, diretto e limpido con la cittadinanza.

Un tema poi comune a tutte le cittadine dell’Area Nord chiamate al voto è stata la ripresa dopo il sisma del 2012, una vera e propria sfida per le amministrazioni uscenti. Le scosse di terremoto del 20 e 29 maggio 2012 hanno segnato la memoria degli emiliani, e in queste elezioni il tema della ricostruzione è stato abusato dall’opposizione per minimizzare l’operato degli avversari. Il danno è stato su più fronti: emotivo, economico, culturale e simbolico. Molti monumenti sono stati colpiti dal terremoto: la famosa torre dell’orologio di Finale Emilia, la Rocca di San Felice e il Duomo di Mirandola, che verrà inaugurato il prossimo 22 settembre. È innegabile il trauma che le vittime, lo sfollamento di migliaia di persone, la chiusura delle scuole e delle aziende (circa il 70% delle aziende del distretto biomedicale fu danneggiato) devono aver portato alla vita quotidiana della Bassa modenese, come è innegabile il tempo che questa ferita richiede per cicatrizzarsi. Questo argomento delicato è stato subito sfruttato nella campagna elettorale dalle forze di centrodestra, noncuranti della difficoltà che ricostruire un paese comporta, che hanno puntato alla rabbia, alla tristezza e all’insoddisfazione dei cittadini, senza guardare ai risultati già raggiunti.

E ora? Senza la crisi di governo e il Conte bis, sarebbe stato più facile prevedere il futuro: una graduale crescita delle forze di centrodestra, in particolare della Lega. Questo progetto si sta comunque attuando, come dimostra la nascita della Lega Giovani a Mirandola, che indica un interesse a mettere le radici nel territorio della Bassa modenese. All’interno dell’Unione comuni modenesi area nord, l’ente sovracomunale che cura i rapporti tra i vari comuni col fine di una crescita collettiva, l’equilibrio è precario: nella giunta il centrosinistra ha la maggioranza, mentre nel consiglio ad avere la meglio è il centrodestra. Questo assetto non permette certamente una cooperazione semplice, ma anzi notevoli posizioni differenti e scontri. Ora con il governo giallorosso la Lega di Salvini si sta ritirando dopo aver perso una grossa battaglia, ma la guerra è solo agli inizi: la sua avanzata nelle piccole cittadine è stata confermata dai risultati delle elezioni europee e se questo nuovo governo non è in grado di far ricredere gli italiani, il partito di Salvini potrebbe arrivare a sedere persino in regione.

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