Rivista il mulino

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Dal numero 1/2017
Verso le elezioni
rubrica
  • lettere internazionali

Da quando il tema dei flussi migratori è diventato politicamente e mediaticamente rilevante nel dibattito pubblico tedesco, il partito di Angela Merkel (Cdu) ha registrato un significativo calo di consensi. Alternative für Deutschland (AfD), l’unico partito esplicitamente contrario alla politica migratoria della cancelliera, ha invece continuato a macinare voti. In tutti i Länder in cui si è votato nel corso del 2016 il partito di destra radicale, guidato da Frauke Petry, ha cavalcato il crescente malumore tra i cittadini tedeschi nei confronti della politica di apertura, ottenendo un risultato migliore di quello che era stato pronosticato alla vigilia delle elezioni: il 15,1% dei consensi nel ricchissimo e industrializzato Baden-Württemberg, il 12,6% nella confinante Renania-Palatinato, un clamoroso 24,2% nel Land orientale Sassonia-Anhalt e un forse ancor più sorprendente 20,8% in Meclemburgo-Pomerania, la regione dove Merkel ha il suo collegio elettorale, e il 14,2% a Berlino.

Tuttavia, un’analisi eccessivamente focalizzata sul «voto anti-immigrati» non consente di cogliere altri aspetti rilevanti emersi dagli esiti elettorali regionali, che invece meritano di essere sottolineati in chiave nazionale riguardo ai possibili scenari futuri. Innanzitutto è utile ricordare che tra i sanzionati dalle regionali dell’anno scorso, oltre alla cancelliera, vanno annoverati anche i «dissidenti» cristiano-democratici, come per esempio i due candidati di punta della Cdu in Baden-Württemberg e in Renania-Palatinato, Guido Wolf e Julia Klöckner, i quali alla vigilia del voto avevano cercato, invano, di guadagnare consenso prendendo le distanze dalla politica di accoglienza avviata da Merkel. La presa di distanza dalla Kanzlerin potrebbe averli addirittura penalizzati, facendoli apparire agli occhi del loro elettorato di riferimento, come emerge anche da un sondaggio commissionato alla vigilia del voto, come dei politici «sleali».

La tesi del presunto «trionfo degli anti-immigrati» non regge nemmeno se si tiene conto dell’ottimo risultato ottenuto nel marzo scorso nelle due regioni occidentali del Baden-Württemberg e della Renania-Palatinato dai due ministri presidenti uscenti, i quali, diversamente da Wolf e Klöckner, alla vigilia del voto si erano invece schierati nettamente con Merkel in materia di politica migratoria.

 

[L'articolo completo, pubblicato sul "Mulino" n. 1/17, pp. 40-48, è acquistabile qui]

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