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Di fronte alla guerra e alla nostra solenne indifferenza
Il bisogno di colpevoli
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  • Memoria /memorie

Sollecitato dalla redazione, nei giorni scorsi ho riletto un articolo che scrissi per «il Mulino» molto tempo fa. Si intitolava Sconfinati deserti e angusti spazi e parlava dell’eterna lotta tra lo Stato di Israele e i vicini arabi in terra di Palestina. Devo dire che, a quasi quindici anni di distanza, quel che mi fa più paura è che, con poche variazioni, tutto si ripete oggi, domani e all’infinito: siamo alla presenza di manifestazioni di follia collettiva e ripetitiva nella quale, mentre gli israeliani non si stancano di costruire in Cisgiordania nuovi, dissennati edifici, Hamas ogni volta che può attacca senza pietà, dalla Striscia, la popolazione civile israeliana.

Oltre alla colpa del dilagare dei criminali condominii, ciò che rende più odiosi gli israeliani di fronte all’opinione pubblica europea, sembra quella di difendere con efficacia i propri concittadini. Senza Iron Dome (il sistema di difesa hi-tech realizzato nel 2011 da Rafael ed Elta con il consistente sostegno finanziario degli Stati Uniti) e i rifugi antiaerei, i morti ebrei probabilmente non sarebbero inferiori a quelli arabi, mentre gli europei continuerebbero a restarsene tranquilli come sono per l’Ucraina, per la Siria, per l’Iraq, per il delirio del Califfato…

Si sa, il mondo va così, che possiamo fare noi per il Sud Sudan? Per il Sud Sud Sudan? Per la Somalia? Per il Kenya? Possiamo rinforzare l’azione Mare Nostrum per salvare un po’ dei giudii di oggi che vogliano attraversare a nuoto anche loro il Mediterraneo. E invece la disparità dei cadaveri, e tante tante altre cose che è inutile ripetere, fanno sì che gli israeliani e gli ebrei siano ancora una volta ritenuti responsabili dei mali del mondo.

Penso a una notizia di fantasia: “Turisti tedeschi aggrediti per strada a causa della politica della Merkel. Assalti alle Ambasciate tedesche. Bandiere tedesche bruciate”.

Sappiamo che, per fortuna, nulla di ciò accade, ma dimentichiamo con rapidità gli assassinati di Tolosa, di Bruxelles, perché si sa, gli ebrei sono ebrei e gli ebrei sono amici di Israele che è nemico della nostra serenità…

Ecco che cosa aggiungerei al mio articolo che «il Mulino» pubblicò nel 2000: la paranoia è infettiva e destinata a diffondersi ovunque e purtroppo neanche questa è una novità. Gli ebrei sono responsabili della Rivoluzione Francese, della Prima Guerra Mondiale, della Rivoluzione d’Ottobre, della Seconda Guerra Mondiale, delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki, del crollo della banca Lehman Brothers e di molto altro.

Quando i miei genitori furono arrestati dalla Polizia italiana nel 1944, protestarono al Questore di Torino innocenza totale, mansuetudine e italianità. Dopo averli ascoltati per un po’, il Questore di Torino firmò l’atto di arresto dicendo ai due anziani in lacrime: “Ma voi avete voluto la guerra e adesso pagate!”.

Una guerra che non viene finanziata dagli ebrei? Che non sia mai! Proseguendo con questo andazzo, i tanti ebrei come me dovranno tacere dei misfatti dei governi israeliani e ciò completerà il quadro: “Abbiamo voluto la guerra? E adesso paghiamola! A Tolosa, a Bruxelles, a Parigi, e, perché no? Anche a Roma, dove, oltre agli attentati, ci fu, anni fa, l’atto osceno di una cassa da morto lasciata davanti alla Sinagoga di Roma dalla Cgil: la vera colpa degli ebrei è di non dimenticare mai né il bene né il male, di testimoniare davanti a tutti i tribunali, compreso quello di Norimberga. Brutto, nevvero? Non del tutto, se si pensa che, a Gerusalemme, squadre di specialisti cercano ancora ora chi salvò durante la guerra gli ebrei: loro, figli, nipoti e pronipoti.

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