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Dal n. 6/08
A proposito di nucleare
rubrica
  • Identità italiana

L'accordo siglato tra Francia e Italia fa discutere. Una buona analisi del problema, con una presa di posizione molto netta, è contenuta nell'articolo di Luigi Sertorio, L'energia nucleare in Italia.

"Il programma nucleare italiano è una scelta che implica l’assunzione di responsabilità sociali che si estendono nel tempo: cinquant’anni, includendo la costruzione degli iimpianti e il loro uso attivo, più un tempo imprecisato per il controllo dei materiali dismessi, variamente radioattivi. Il programma nucleare non è la medicina per ridar vita a un vecchio malato, ma è esso stesso una concezione obsoleta."

Luigi Sertorio insegna all’Università di Torino ed è autore di alcuni libri editi da Bollati Boringhieri, tra cui Storia dell’abbondanza (2002). È stato membro dell’Institute for Advaced Study di Princeton, del Cern, del Los Alamos National Laboratory e ha diretto il Programma Workshop alla Divisione Scientifica della Nato.



Luigi Sertorio, L'energia nucleare in Italia
Da "il Mulino" n. 6/08, pp. 1035-1046
Doi: 10.1402/28030

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Comments
Federico Testadura, 10-09-2010, 09:28
Il problema non sarebbe fare il nucleare ma farlo nei tempi richiesti sulla base delle esigenze del paese e in più diversificare le fonti energetiche rinnovabili per avere un sapiente mix tra "energia del passato" ed "energia del futuro". Ci sono paesi come la Germania che ben insegnano come si possa prolungare la vita delle centrali nucleari per finanziare le energie sostenibili nell'attesa della dismissione finchè il fabbisogno nazionale necessario non sarà stato raggiunto da queste.