Rivista il mulino

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Culture
In cima alla scala di do
, August 31, 2012

Massimo ce l’ha fatta. Ha vinto. Dal cocuzzolo dell’acropoli di una città sepolta, i trilli croccanti di Scarlatti e le rondate d’arpeggi di Chopin sprigionano la gioia di un uomo nuovo. È la notte del 21 agosto 2012. Massimo Coccia mi ha invitato al suo ritorno alla musica suonata. Dopo tanti anni trascorsi a organizzare concerti di successo, raggiungendo traguardi di eccellenza tra cui il premio “Nino Carloni”, conferito al miglior organizzatore musicale d’Abruzzo, stasera lui è semplicemente il Maestro Coccia, il pianista.

Una terra chiamata famiglia
, August 14, 2012

Una madre, quattro figli. Questi sono i numeri essenziali della Foce. Lei è Benedetta, loro si chiamano Antonio, Katia, Giovanna, Simonetta. Una storia nata come sogno culturale, e anche politico: dare lavoro, educazione, futuro ai contadini della Val d’Orcia.

Lei, Benedetta, è la figlia del marchese Antonio Origo e di Iris, la coraggiosa scrittrice che ha raccontato tanto della Terra di Siena nei suoi appassionati libri, di come si prodigò per assistere i bambini profughi e offrire rifugio agli alleatiprigionieri, in fuga dalla Seconda guerra mondiale.

I conti sbagliati
, August 8, 2012

Il mese scorso, sul "Corriere della Sera", Sergio Rizzo raccoglieva la denuncia pronunciata dalla Corte dei Conti sulla mancata valorizzazione del nostro patrimonio artistico. È inammissibile, denunciava la Corte (e con quella Rizzo), che gli Uffizi espongano solo 1.835 opere, tenendone circa 2.300 nei depositi. Ma anche:

La monotonia delle cicale
, August 1, 2012

In tempi di frugalità scelta o prescritta dalla revisione della spesa (in italiano, spending review), l’analisi dei capitoli di bilancio per individuare i possibili tagli introdotta nel lessico governativo già da Padoa-Schioppa, c’è qualcosa che continua a cicaleggiare per intrinseca natura.

Grande musica per i piccoli
, July 19, 2012

Maria Luisa ha sessantotto anni e fa la sarta. O meglio, la faceva di mestiere, ma da vent’anni a questa parte la fa solo per amore: da quando è nato il fantastico laboratorio di Venti Lucenti, ogni ottobre, fino a maggio cuce per centinaia di figli fiorentini. Maria Luisa ha una figlia che si chiama Manu. Un sorriso che abbaglia, due stelle azzurre incastonate tra i capelli corvini che le scendono lunghi, e che quando raccoglie alla nuca concentrano nello sguardo un’intensità rinascimentale, da belle ferronière.