Rivista il mulino

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Culture
Dal numero 2/12
In nome del popolo sovrano?
, April 5, 2019

È ancora vicina nella nostra memoria la grande crisi del Ventinove. Ma gli economisti non sembrano d’accordo sugli insegnamenti di politica economica da trarre dalla crisi di allora per intervenire su quella odierna. Quanto alle vicende politiche contemporanee a quella crisi non se ne parla molto.

Gli altri da noi
, March 22, 2019

Il massacro nelle moschee neozelandesi ci interroga a un livello personale profondo prima ancora che politico. Non so quanti abbiano gettato uno sguardo sui propri impulsi più intensi, gli odi irrefrenabili nascosti nell’inconscio. È una questione di vissuto personale, di motivazioni che molto spesso non riusciamo a cogliere;

Green New Deal
, March 19, 2019

Due giovani donne si aggirano per il mondo, attirando grandi critiche e grandi consensi. Greta Thunberg e Alexandria Ocasio-Cortez non hanno molto in comune, se non l’abilità nel comunicare e il merito di aver posto il tema del cambiamento climatico e di che cosa fare per combatterlo al centro di una discussione planetaria.

Costruire alternative al populismo
, March 8, 2019

Nel suo celebre volume La globalizzazione intelligente (Laterza, 2015) Dani Rodrik ci spiega come tutte le democrazie occidentali si siano dimostrate incapaci di coniugare contemporaneamente e in maniera credibile tre aspetti: la partecipazione alla globalizzazione economica, l’esercizio di una sovranità nazionale ben attenta alle istanze che provengono dall’interno, l’implementazione di un sistema autenticamente democratico.

La Rai e la riforma impossibile
No, non è la Bbc
, March 5, 2019

“Non siamo l’Inghilterra e non siamo la Bbc. Noi abbiamo una cultura politica più articolata e, quindi, in Rai bisogna mantenere la distinzione in più testate giornalistiche per garantire il pluralismo”.

Questa, parola più parola meno, la principale motivazione portata da alcuni consiglieri d’amministrazione della Rai, da molti giornalisti della stessa azienda e dai tanti politici – che si ritengono in dovere di commentare ogni stormir di fronda di viale Mazzini – per motivare la loro contrarietà al progetto dell’ad Salini di accorpare in un’unica newsroom l’informazione Rai.