Rivista il mulino

Content Section

Central Section

Culture
Una straordinaria operazione di consenso giovanile e il non-messaggio politico nell’era dei social media
Lo Stato Sociale spiegato ai non bolognesi
, February 12, 2018

Per i trentenni di Bologna “Lo Stato Sociale” non è una novità sanremese, ma una realtà del quotidiano: una creatura nata e cresciuta insieme a noi, tra il liceo e l’università, tra le feste delle scuole, le sale prova e i famigerati “centri sociali” che oggi piacciono tanto a Matteo Salvini.

Rai: basta col canone?
, January 18, 2018

Le polemiche sollevate dall’idea di rivedere le forme di finanziamento della Rai lanciata da Matteo Renzi all’inizio del nuovo anno sembrano per ora acquietate. Il tema però è davvero importante, e andrebbe affrontato in modo più riflessivo di quanto ci si possa attendere dall’attuale clima pre-elettorale.

«Danza con me» di Roberto Bolle, una strada per la qualità televisiva: i buoni propositi di Raiuno
Tv: il servizio pubblico è vivo
, January 8, 2018

La prima cosa che veniva in mente, guardando un programma come Danza con me nella prima serata televisiva di Raiuno, è che il 1 gennaio – per tradizione, talvolta quasi per obbligo – è il giorno delle dichiarazioni di intenti e dei buoni propositi. Non sempre sono destinati a sopravvivere più di qualche settimana, o qualche attimo, ma hanno un’importanza programmatica che va oltre la pur breve durata.

L’intenzione di raggirare chi ascolta parte dalla scelta delle parole (da usare e da bandire). Trump insegna
Parole proibite
, January 5, 2018

Lo scorso 15 dicembre una fonte anonima ha rivelato al «Washington Post» che in una riunione tenutasi il giorno precedente al Center for Disease Control and Prevention (Cdc) di Atlanta, alcuni funzionari avrebbero chiesto agli analisti impegnati a compilare il budget 2019 di astenersi dall’utilizzare sette parole: «vulnerable», «entitlement», «diversity», «transgender», «fetus», «evidence-based» e «science-based».

Non chiamiamole tutte fake news
, December 21, 2017

Il dibattito italiano sulle cosiddette fake news rischia di confondere e mescolare insieme due temi estremamente diversi. Il primo è quello delle notizie inventate o deformate per motivi commerciali e di propaganda. Non si tratta certamente di un fenomeno nato con Internet; tuttavia è chiaro che rispetto al passato, in cui la propaganda era appannaggio di pochi soggetti e istituzioni politiche, gli strumenti digitali, la scala e la diffusione sono cambiati in modo significativo.