Rivista il mulino

Content Section

Central Section

Culture
Dal numero 4/19
Sui costi della globalizzazione
, September 20, 2019

1. Professoressa Sassen, lei ha definito «espulsioni» tutti quei processi che, nel mondo globalizzato, portano all’esclusione di un gruppo sociale da un contesto, che sia lavorativo, economico, culturale. Espulse sono le soggettività migranti, i disoccupati, i detenuti. È possibile estendere questo stesso concetto anche a tutte le vittime dell’attuale crisi ambientale, tutti coloro che si trovano costretti a fuggire dalla propria terra per ragioni climatiche o ecologiche?

Dal numero 4/19
Intervista a Burhan Sönmez
, September 20, 2019

La Turchia sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia dal punto di vista della libertà di espressione. Come si ripercuote questa situazione sul suo lavoro di scrittore?

La libertà di pensiero in Turchia è sempre stata circondata da un clima problematico. Da molti decenni, già a partire dal XIX secolo, le diverse generazioni e gli scrittori hanno sempre dovuto affrontare il problema della limitazione delle loro libertà. La differenza è che oggi ci troviamo di fronte a una limitazione più diffusa e sistematica.

Dal numero 4/19
Di che si parla?
, September 20, 2019

Sono ormai anni che ci si interroga sul progressivo impoverimento del discorso pubblico, sulla difficoltà di individuare luoghi adeguati a reggere l’architettura di un pensiero che sappia resistere agli umori del momento e consolidarsi in progettualità.

Dal numero 4/19
Le cinque esse che deformano l'informazione
, September 20, 2019

Nella critica al giornalismo popolare e commerciale si è sempre detto che la sua materia prima fosse racchiusa in cinque «esse»: sangue, sesso, salute, sport e soldi. Tale valutazione è tuttavia sempre apparsa lontana dal mondo europeo continentale, e in particolare da quello italiano,

Dal numero 4/19
Falsità, manipolazione, intimidazione
, September 20, 2019

Al loro debutto, i media digitali avevano generato grandi aspettative circa il loro impatto positivo sulla democrazia. Avrebbero dovuto facilitare – così si pensava – la diffusione dell’informazione, creando una sfera pubblica più ricca, aperta e inclusiva, caratterizzata da un dibattito pubblico più ampio e pluralista.