Rivista il mulino

Culture
Cosa (non) insegna la vittoria di Joe Biden all’Italia?
Radicalismo e riformismo
, November 27, 2020

In Italia, la vittoria di Joe Biden (si parva licet) ha acceso la polemica contro il «massimalismo» che caratterizzerebbe l’ala sinistra del Pd o verso chi – come il Forum diseguaglianze e diversità coordinato da Fabrizio Barca – difende e pratica l’idea che la stella polare della giustizia sociale debba essere al centro dell’azione politica della sinistra. Gli strali vanno da Matteo Renzi che su Twitter annuncia: «Nel 2021 celebreremo l’anniversario della scissione di #Livorno con un grande evento con tanti giovani, dove inviterò Tony Blair. Perché la sinistra o è riformista o perde e la vittoria di @JoeBiden lo dimostra #mezzorainpiu». Mario Lavia su «Linkiesta» e nello stesso solco dell’aratro renziano, commenta la lettera del segretario del Pd Nicola Zingaretti come: «un’operazione di aggancio al "nuovo corso progressista", come lo ha definito il direttore di Repubblica Maurizio Molinari, forse anche per verificarne la fattibilità in un partito che negli ultimi tempi era parso molto suggestionato dalle idee massimaliste di Jeremy Corbyn e Bernie Sanders (…)».

Posizioni, queste, in sintonia con chi pur da luoghi, tempi e argomenti diversi – come Marco Bentivogli, Pietro Ichino, Carlo Calenda – da sempre bolla come velleitario, fallimentare, illusorio e intriso di falsa coscienza ogni tentativo di «spostare più a sinistra» la costruzione dell’offerta politica. Con il massimalismo non si vince! Il riformismo è la strada Maestra, l’unica possibile via per contrastare il sovranismo delle destre, salvare gli assetti liberal-democratici e coniugare crescita economica, libertà individuale e coesione sociale. È così?

Nel 1996 il Pds pubblica un programma politico dal titolo Semplifichiamo la vita. Liberiamo le energie. I cinque cambiamenti che cambiamo tutto, con ogni punto associato al dito di una mano aperta, con il palmo rivolto verso il lettore. Il pollice, il primo punto, è lo Stato. Il documento, però, inizia dal secondo punto, il mercato, con queste parole: «L’Italia non ha un mercato dei capitali tale da permettere agli imprenditori esistenti di investire per migliorare la produzione, e ai nuovi imprenditori di mettere a frutto idee e capacità. (…) Vogliamo offrire alle imprese tutti i servizi necessari, e facilitare i loro rapporti con il mercato internazionale valorizzando il made in Italy». Significativo è anche il passaggio sul lavoro, dove si abbandona la stantia contrapposizione tra libertà dal lavoro e libertà nel lavoro, per aderire al motto: «chi meglio lavora, più guadagna

Interazione telematica e costruzione di nuovi rapporti sociali nella pandemia
Nuovi legami online
, November 20, 2020

Si discute molto delle difficoltà che l’attuale pandemia crea al bisogno di mantenere vivi i rapporti sociali e delle conseguenze sulla coesione sociale che ne possono derivare. Vale la pena, però, riflettere anche sui problemi che essa genera al processo di creazione di nuovi legami,

Cristoforo Colombo e le “guerre culturali” negli Stati Uniti
, November 6, 2020

Dal 2017 gli Stati Uniti sono attraversati da accese “guerre culturali”, legate alla richiesta di rimozione di monumenti che richiamano simboli di odio razziale e discriminazione delle minoranze. Le proteste di migliaia di militanti anti-razzisti sono state rivolte contro le statue di personaggi che celebrano la Confederazione sudista,

Un'idea di Paese
, October 9, 2020

Il commento di Rossella Ghigi comparso su questo sito a noi, promotrici dell’iniziativa "Il Giusto Mezzo", è parso lucido e sensato, assolutamente in linea con le intenzioni dell’iniziativa. Abbiamo sentito però la voglia di replicare al suo invito a chiarire alcuni passaggi.

Non c'è mela senza torsolo
, October 7, 2020

È una mezza mela il logo scelto per la lettera aperta che una rappresentanza di associazioni e alcune donne della società civile hanno indirizzato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al suo governo il 2 ottobre scorso. L'iniziativa, lanciata sul sito ilgiustomezzo.it, ha raccolto nel giro di pochi giorni più di 27 mila sottoscrizioni