Rivista il mulino

Content Section

Central Section

Memoria /memorie

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19
Dall’estate del 1980, passando per quella del 1991, sino ad oggi: Antigone delle città, Antigone del mare
Le macerie della stazione di Bologna
, July 30, 2018

Non lo sapevamo, ma le macerie della stazione di Bologna erano ancora in città, insepolte.

Nel quadro del processo all’ex componente dei Nar Gilberto Cavallini, è emerso come questi materiali siano rimasti per quasi quarant’anni accumulati nel cortile di una caserma, quella dei Prati di Caprara, posta lungo il fascio ferroviario nella zona ovest della città. Una caserma poi passata in carico al Demanio e in concessione al Corpo militare della Croce rossa e in via di dismissione, come tutta l’area verde circostante, ora oggetto di una assai discussa riqualificazione urbana. Alcuni reperti furono esaminati dai periti nelle indagini che seguirono lo scoppio della bomba; ma il grosso restò fermo, inerte, esposto alle intemperie, in forma di cumulo di macerie edilizie, frammiste a brandelli di borse, valigie, effetti personali. Pochi giorni fa, sono iniziate nuove perizie su questi resti.

La sera del 2 agosto 1991 dieci piazze e piazzette del centro di Bologna si presentarono ingombre di macerie. Dieci cumuli di detriti illuminati da lampadine nude. Improvvisamente, ragazze e ragazzi vestiti di bianco, ventenni o poco più, apparirono da dietro a quelle macerie dando inizio a un rituale scenico, un progetto teatrale diffuso sul corpo cittadino. Antigone delle città era stato ideato da Valerio Festi e Monica Maimone, che ne avevano affidato la regia e la drammaturgia a Marco Baliani, Maria Maglietta, Bruno Tognolini. Cento giovani attori, provenienti da scuole di teatro di tutt’Italia e anche dall’estero – come i viaggiatori che il 2 agosto 1980 attraversavano la stazione – si trasferirono per due settimane a Bologna, ospitati, supportati, nutriti dalla comunità cittadina. In modo corale venne costruita la drammaturgia, a partire da testi poetici donati da Franco Fortini, Franco Loi, Gianni D’Elia, cui si aggiunsero ricordi, fotografie e oggetti cari agli attori – quelli che si portano con sé in un viaggio importante – poi brani tratti da Camus, Yourcenar, Handke, e stralci dagli atti del processo. 

Dal numero 3/18
Il mio Sessantotto americano
, July 12, 2018

Capita spesso quando uno parla del Sessantotto in America che l’interlocutore, soprattutto se giovane, faccia immediato riferimento a Berkeley: a un episodio di quattro anni prima. È comprensibile. L’occupazione dell’Università della California a Berkeley nel 1964 è stata

Quarant'anni di legge 194
, May 21, 2018

I dati del Guttmacher Institute indicano che, ovunque ci siano leggi che consentono l’interruzione volontaria della gravidanza (Ivg), questa è in calo, anche in Italia. Eppure, negli ultimi anni in molti di quei Paesi, inclusa l’Italia, si sono accese polemiche sull’aborto

Quarant’anni dopo la Legge Basaglia
La rivoluzione di Marco Cavallo
, May 17, 2018

Gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso vedono il nostro Paese protagonista di una delle più importanti rivoluzioni sociali, la chiusura dei manicomi e la sperimentazione di una cura del male mentale dentro la società e non ai suoi margini. Tutto comincia a Gorizia, nel 1961

Dal numero 2/18
La stagione della semina non è quella del raccolto
, May 10, 2018

Gli intellettuali francesi di una certa età tendono a dividere la loro vita in due parti, «prima del Maggio» e «dopo il Maggio».

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19