Rivista il mulino

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Identità italiana
L’emergenza Covid-19, i rapporti centro-periferia e le lezioni che dovremmo apprendere.
Per non sprecare una crisi
, March 23, 2020

La gestione dell’epidemia legata alla diffusione del Covid-19 è un’esperienza amministrativa totale. Coinvolge tutti i livelli di governo immaginabili, da quelli locali alle istituzioni internazionali, mobilita le comunità scientifiche attorno a un problema epidemiologico nuovo e mutevole, chiama i policy makers di ogni Paese a prendere decisioni straordinarie, repentine e rischiose.

Dal numero 1/20
Ripartire dai luoghi
, March 19, 2020

“È possibile una nostalgia che rovesci l’ordine nel presente per condurre in un altrove temporale che chiamiamo futuro? Qui ci troviamo dinnanzi a un altro bivio, in cui tutto potrebbe precipitare: siamo di fronte all’idea che il tempo sia finito, il mondo corrotto e ogni futuro impossibile”.

Dal numero 1/20
Ripensare il finanziamento della politica
, March 19, 2020

Contro il finanziamento pubblico di questi partiti è il titolo di un mio articolo che “il Mulino” riuscì fulmineamente a pubblicare (n. 2/1974, pp. 233-255) prima che la legge n. 195 del 2 maggio 1974, primo firmatario il capogruppo della Democrazia cristiana alla Camera dei deputati Flaminio Piccoli, concordata con tutti gli altri partiti ad eccezione del Partito liberale italiano (che in seguito ne tentò, senza successo, l’abrogazione per via referendaria), fosse licenziata

Dal numero 1/20
“Poveri e imbroglioni”. Dentro il Rdc
, March 19, 2020

Quando, all’inizio del Novecento, lo studioso inglese Seebohm Rowntree elaborò il suo metodo di calcolo del “minimo vitale”, uno dei primi esempi di rilevazione empirica della povertà, incluse tra i bisogni da garantire anche quello di comprare “bambole, biglie o dolciumi” ai bambini e “vestiti graziosi” alla moglie

Dal numero 1/20
Dalla ricostruzione all’immobilismo
, March 19, 2020

I piccoli borghi, così come le città, non sono opere d’arte. Sono luoghi di vita e di cambiamento, mescolanza di economie e paesaggi, incrocio di generazioni. Quando un terremoto li distrugge non è agli storici dell’arte o ai cultori dei beni culturali che possiamo chiedere le risposte (o almeno non tutte).