Rivista il mulino

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Identità italiana
Il caos normativo in materia di accoglienza di richiedenti asilo e titolari di protezione umanitaria
Accoglienza senza criteri
, January 9, 2020

La continuità con il passato delle attuali politiche in tema di immigrazione è già stata rilevata sotto molteplici aspetti. Nei giorni scorsi ne ha fornito ulteriore dimostrazione una circolare dal Servizio Centrale Siproimi, istituito dal ministero dell’Interno, che ribadisce la prosecuzione di quanto disposto dal precedente governo in tema di accoglienza di richiedenti asilo e titolari di protezione umanitaria.

«Veli» e presepi imperversano in un’Italia che non sa parlare di religioni
Tutta la laicità che ci manca
, December 22, 2019

Domenica 15 dicembre, a Roma, durante la grande manifestazione delle “sardine” (100 mila persone, o giù di lì), alcuni giovani si sono alternati sul palco di piazza San Giovanni. Tra questi, una ragazza di origini palestinesi, Nibras Asfa, che ha tenuto il suo breve intervento, leggendo qualche riga dai principi fondamentali della nostra Costituzione, con i capelli coperti da un foulard.

Le politiche per l'immigrazione in Italia: da Minniti a Lamorgese, passando per Salvinii
Nessuna discontinuità
, December 18, 2019

La politica in tema di immigrazione prosegue senza soluzione di continuità tra i due governi precedenti e quello attuale. Al fine di dimostrarlo conviene comporre un quadro d’insieme, unendo le diverse tessere del mosaico.

Occorre partire dal “Memorandum d'intesa” stipulato tra il governo italiano (Gentiloni) e il governo libico (Al Serraj) il 2 febbraio 2017. Il Memorandum

Nulla bisogna avere senza sacrifici e senza mostrare meritevolezza ai gratuiti censori
I moralisti del merito e il sostegno alla povertà
, December 16, 2019

Quando, all’inizio del Novecento, lo studioso inglese Seebohm Rowntree elaborò il suo metodo di calcolo del “minimo vitale”, uno dei primi esempi di rilevazione empirica della povertà, incluse tra i bisogni che andavano garantiti anche quello di comprare “bambole, biglie o dolciumi” ai bambini e “vestiti graziosi” alla moglie, di concedersi uno svago come consumare una birra al pub o prendere parte a un concerto popolare, di pagare le spese postali per inviare una lettera ai parenti lontani.

Cosa resta del modello emiliano?
, December 16, 2019

Esiste ancora il "modello" dell’Emilia-Romagna? A giudicare dallo stato di apprensione con cui, a sinistra, si discute delle prossime elezioni regionali si direbbe proprio di no. Soprattutto dopo la sconfitta subita alle elezioni europee. Ma cos’era quello che Togliatti definì il laboratorio emiliano? Un modello di sviluppo, innanzitutto: che teneva insieme crescita economica e politiche sociali avanzate; dinamismo di mercato e regolazione pubblica; benessere privato e democratizzazione.