Rivista il mulino

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Identità italiana
La famiglia a parole
, November 11, 2010

Demoralizzato dal rifiuto ricevuto dal presidente di una grande casa di produzione discografica alla quale aveva presentato un progetto artistico, Groucho Marx scrive che è triste sapere che un professionista di quel calibro non distingua la Quinta sinfonia da Perché è un bravo ragazzo.

L'indifendibile
, November 10, 2010

L’antica arte dell’illusionismo consiste nel saper dirigere l’attenzione dello spettatore verso un particolare oggetto o movimento, sviandolo da altri che non devono essere visti o ricordati, ma lasciandogli l’impressione di decidere cosa guardare. Soltanto in parte essa poggia su manualità e strumenti meccanici: il suo segreto sta nell’uso sapiente del linguaggio, nel timing e nella naturalezza.

Sulla conservazione dell'arte e dell'ambiente
Avviso ai rottamatori
, November 5, 2010

Che Matteo Renzi abbia messo i beni culturali tra i cinque punti da cui far ripartire la politica del Pd e del Paese è una cosa rivoluzionaria. Ma se vogliamo farla davvero, questa rivoluzione, dobbiamo smetterla di chiamarli "beni culturali".
Negli ultimi trent’anni la politica italiana (di destra, centro e sinistra)

Luoghi dove accadono cose
Ripensare lo spazio pubblico
, October 26, 2010

Ha ragione Roberto Escobar nel sostenere che “perduto lo spazio pubblico, perduta la piazza, si è perso anche il luogo della libertà” ("il Mulino" 5/10, p. 14). Occorre "ripensare lo spazio pubblico", sapendo che la democrazia ha bisogno di luoghi fisici, spazi concreti dove possa avvenire il riconoscimento reciproco tra cittadini, che è la condizione di qualsiasi uguaglianza politica.

In difesa della Costituzione / 4
La palla dell’uninominale
, October 21, 2010

Dire “votare con l’uninominale” è un po’ come dire “giocare con una palla”. Ci sono tante leggi elettorali che contemplano l’esistenza di collegi uninominali quanti sono i giochi con la palla (tennis, calcio, basket, volley, pallanuoto e altri).  Un conto sono i sistemi maggioritari come quello di tipo inglese, non maggioritario “secco”, ma semplice: vince chi ottiene la maggioranza, anche soltanto relativa, dei voti, e come quello francese, a doppio turno.