Rivista il mulino

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Identità italiana
Digital divide all'italiana
, August 26, 2010

Il divario digitale indica la differenza tra chi ha e chi non ha accesso a Internet e, più in generale, alle nuove tecnologie dell’informazione (Ict). Negli ultimi quindici anni diverse indagini, nazionali e comparate, hanno svelato i fattori responsabili di questa sorta di nuova diseguaglianza. A livello macro, sono importanti il contesto istituzionale, le politiche di regolazione, la struttura del mercato delle telecomunicazioni e la capacità di innovazione tecnologica di un Paese. Genere, età, istruzione, reddito, etnia, posizione professionale incidono invece a livello micro sulle chance individuali di accedere a Internet.

Senso e doppio senso
, August 23, 2010

In uno degli episodi di “Family Guy” (serie animata statunitense che smaschera con ironia la mediocrità e l’ignoranza di una certa cultura non solo americana) la famiglia protagonista è seduta di fronte alla televisione, sullo schermo si vedono due donne seminude distese su un prato che si spal­mano a vicenda dell’olio solare con atteggiamento sensuale, l’inquadratura si sposta su alcune bottiglie mentre una voce fuori campo dice: “Se compri questa birra delle donne focose faranno sesso nel tuo giardino”.

Vecchi, corrotti e lobbisti
, August 6, 2010

Al di là dell’analisi delle tematiche generali che, ovunque nel mondo occidentale, correlano la corruzione con l’attuale malessere democratico, gli antidoti “domestici” da adottare per contrastare questa situazione sono almeno due, oltre quelli previsti dalla repressione diretta. Il primo è assicurare se non un ricambio almeno una circolazione delle èlite, come già auspicava Pareto. L’altro è sciogliere il nodo gordiano delle lobby.

Nessun ministro
, July 31, 2010

C’è da restare meravigliati? No. L’assenza di un ministro alle celebrazioni che si terranno domani per il trentennale della strage del 2 agosto non stupisce nessuno. Non meraviglia ma almeno dovrebbe lasciare interdetti. La questione di fondo rimane irrisolta e va al di là, nonostante la grandezza del dramma civile, rispetto alla strage. Si tratta del rapporto tra la società civile, anzi la civiltà, e lo Stato.

Una nuova politica industriale
, July 21, 2010

Che i lettori dell’«Economist» siano tutti, improvvisamente, diventati dei nostalgici di una qualche forma di economia pianificata? Che siano afflitti da un senso di rimpianto per i famigerati Piani quinquennali? Crediamo proprio di no; e speriamo che non vi sia chi giudichi il risultato del recentissimo dibattito sulla politica industriale promosso dalla rivista con gli occhiali del tempo che fu.