Rivista il mulino

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Identità italiana
Perché il latte di Parma è così decisivo?
, April 6, 2011

Nel frenetico tourbillon mediatico degli ultimi giorni, dal processo Ruby alla guerra in Libia, dalle manovre sul processo Mills alla catastrofe giapponese, c’è una notizia apparentemente minore ma in realtà assai importante. Con un decreto del 31 marzo, il governo ha autorizzato la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) ad assumere partecipazioni in società di rilevante interesse nazionale. Il caso da cui nasce il decreto è la scalata a Parmalat da parte dei francesi di Lactalis.

Con o contro Gheddafi
, March 23, 2011

Per anni, dopo l’11 settembre, i burbanzosi alfieri della civiltà occidentale da esportare sulla punta delle baionette hanno insolentito coloro che sollevavano dubbi e sospetti sulle iniziative militari dei neoconservatori. Tutti ricordiamo il disprezzo e il livore con cui gli esagitati alla Giuliano Ferrara e compagnia urlante apostrofavano gli oppositori alla campagna irachena di George W. Bush. Chi non si allineava era un nemico oggettivo della democrazia e dell’Occidente.

Il futuro pensato
, March 16, 2011

Anche dopo le notizie drammatiche che vengono dal Giappone, molte analisi sul futuro energetico del pianeta sembrano ancora dominate dai “ma” e dai “però”. Ancora una volta, il momento sembra perfetto per accendere nuove contrapposizioni e rinfocolare vecchi rancori. “Senza se e senza ma”, in questo caso, ci si scaglia contro chi la pensa in un altro modo. Nuclearisti e antinuclearisti. Molto spesso "a priori".

Non studio, non lavoro e non "mi formo"
, March 2, 2011

In Italia il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a dicembre 2010  è salito al 29%, con un trend crescente che l’ha portato al livello più alto dal gennaio 2004. Secondo l’ultimo rapporto Censis, d’altro canto, 2.242.000 persone tra i 15 e i 34 anni rientrano nella categoria Neet (Not in education, employment or training), ovvero coloro che non studiano, né lavorano, né sono in formazione professionale.

Lo Stato biscazziere
, February 17, 2011

L’ascensore sociale si è rotto. È fermo da parecchi anni e quelli rimasti chiusi dentro non se la passano granché bene. Però sono riusciti a portarlo al piano, dove, con un po’ di pazienza, qualcuno è riuscito a scendere e a procurarsi i beni di prima necessità. Ad esempio qualche gratta e vinci. Ma se l’ascensore sociale non funziona più, adesso tocca ricorrere alla fortuna. Giocare. Scommettere.