Rivista il mulino

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Identità italiana
Il quarto referendum costituzionale della nostra storia non è meno importante dei precedenti
29 marzo, per cosa votiamo?
, February 22, 2020

Per la quarta volta nella storia della Repubblica, i cittadini italiani sono chiamati ad approvare o rigettare per via referendaria una modifica della propria Carta fondamentale. Questa volta a essere in ballo sono le modifiche agli articoli 56, 57 e 59, nei passaggi che fissano il numero di parlamentari eletti per ogni Camera e il numero di senatori a vita.

Per cosa votiamo esattamente. Domenica 29 marzo potremo votare "sì" o "no" per approvare o respingere la legge di revisione costituzionale dal titolo «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari»

Che fine hanno fatto i profughi siriani sbarcati in Italia?
Desperately seeking Syrians
, February 20, 2020

La guerra civile in Siria ha prodotto dal 2011 in poi milioni di sfollati interni (6,2 milioni al 2018) e milioni di profughi e richiedenti asilo, per lo più concentrati nei Paesi confinanti o vicini al territorio siriano. Secondo le statistiche dell’Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr), fino al 2018 circa 6,7 milioni di persone sono state costrette a lasciare il Paese per trovare rifugioprevalentemente in Turchia (oltre 3,6 milioni nel 2018) Libano (poco meno di 950 mila) e Giordania (quasi 680 mila),

La nuova tappa della vicenda Gregoretti
, February 11, 2020

Domani, 12 febbraio, il Senato voterà sulla richiesta, avanzata dal Tribunale dei Ministri di Catania, di autorizzazione a procedere nei riguardi dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per il caso della nave Gregoretti. Lo scorso 20 gennaio, la Giunta delle immunità aveva bocciato la relazione del presidente Gasparri, secondo cui l’autorizzazione dovrebbe essere negata.

Sardine über alles
, February 3, 2020

Ogni elezione, soprattutto se combattuta fino all’ultimo voto, ha bisogno di un po’ di tempo per essere compresa nel suo significato storico e analitico più profondo. E questo vale anche per il recente voto emiliano-romagnolo, presentato come l’Armageddon definitivo della politica italiana. A una settimana di distanza si può ragionare a mente un po’ più fredda sull’esito, provando a individuarne gli aspetti o le lezioni più interessanti. Ne ho individuati quattro e provo a svilupparli in ordine.

1) Sardine über alles. Tra i tanti fattori che possono essere richiamati per spiegare il risultato del voto (cioè: la vittoria di Bonaccini o, se preferite, la sconfitta di Salvini) – tra cui rientrano la strategia molto local del centrosinistra, il “peso” del buongoverno regionale, la personalizzazione straripante del leader della Lega – ce n’è uno che conta più degli altri. O, meglio, che contribuisce a spiegare anche agli altri. Senza troppi giri di parole, queste elezioni sono state vinte dalle “sardine”: un gruppo di giovani bolognesi che, in maniera spontanea e coraggiosa, ha preso Salvini in contropiede, “spiazzandolo” (letteralmente) sul suo campo da gioco preferito, quello del consenso popolare nelle piazze italiane. Il tutto, peraltro, condito da un pizzico di organizzazione social: una beffa per la Bestia del “capitano”.

Le sardine hanno vinto queste elezioni per due ragioni distinte, ma strettamente collegate tra loro. Innanzitutto, hanno impedito che la radicalizzazione polarizzante della campagna del centrodestra a traino sovranista producesse quello che abbiamo osservato praticamente in tutte le ultime consultazioni regionali, cioè una mobilitazione elettorale fortemente asimmetrica che avvantaggia lo schieramento di Salvini e deprime quello di centrosinistra. Le sardine hanno messo un freno a questa spirale, innescando una contromobilitazione di segno uguale e contrario che ha finito per riscaldare una campagna iniziata in “sordina” nell’area del Pd e per convincere molti elettori del centrosinistra che quello emiliano non era un voto qualunque, ma era diventato una questione di principi e di valori. E, dunque, che fosse necessario prendersi la briga di andare alle urne e fare una scelta di campo. 

Una regione data per persa
, January 29, 2020

Sulle pagine dei giornali (e nei post sui social), l’eroe del momento è Stefano Bonaccini. Gli uomini (e le donne) che fecero l’impresa sono gli elettori emiliano-romagnoli. Il Pd è il partito capace di sconfiggere Salvini a mani nude, con la sola forza del buon governo; mentre le sardine sono la spinta civica che tira la volata. Poi c’è la Calabria, una regione da sempre e da tutti data per persa.