Rivista il mulino

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Identità italiana
Il Movimento fondato da Grillo e Casaleggio può essere ancora definito «populista»?
Come cambia il M5S guidato da Di Maio
, April 19, 2018

Prima di affrontare qualsiasi ragionamento sul «populismo» è necessaria una premessa consistente nel liberare questo concetto da ogni pregiudizio ideologico e valutativo.Ideologico nel senso che la sua assimilazione a una visione politica di «destra» è fuorviante in quanto nella storia abbiamo avuto anche espressioni populiste guidate da orientamenti che potremmo definire «socialisti» o «progressisti»; valutativo nel senso che dobbiamo sottrargli ogni connotazione morale (che normalmente è di segno negativo), ogni tratto di biasimo e di condanna, evitando di cadere nella «trappola della demagogia antipopulista» (come definita da Tarchi) e riconducendo la nozione di populismo alla sua dimensione descrittiva.

In un'analisi del populismo di Grillo condotta ancora prima del suo straordinario successo nelle elezioni politiche del febbraio 2013 (Corbetta e Gualmini), avevo tratto, dalla letteratura di carattere storico-politologico, cinque elementi che storicamente hanno caratterizzato i movimenti populisti apparsi negli ultimi 100-150 anni nelle democrazie occidentali: a) l’appello diretto al «popolo» (puro) contrapposto a «istituzione» (corrotta) e la conseguente visione di un governo «del popolo, da parte del popolo e per il popolo» senza mediazioni istituzionali, in una prospettiva prossima alla democrazia diretta; b) l’individuazione di un «nemico del popolo», che varia a seconda dei populismi e che in genere è rappresentato dalle élite di tutti i generi, politiche (soprattutto), economiche, finanziarie, mass-mediatiche…; c) l’esistenza di un leader carismatico fondatore del movimento e sua guida indiscussa; d) l’utilizzo di uno stile di comunicazione aggressivo, caricaturale ed eccessivo, espressione della contrapposizione manichea fra «noi» e «loro»; e) la semplificazione ingenua della complessità della politica.

Investire sulle città, da sinistra
, April 11, 2018

L’analisi del voto del 4 marzo in Italia mette in evidenza una rilevante anomalia rispetto ai risultati della sinistra negli altri Paesi europei, dove pure non gode di buona salute. Se si guarda la mappa del voto lungo la Penisola,

Il malinteso della rottamazione
, March 23, 2018

L’enorme flusso informativo a cui siamo esposti ci costringe continuamente a selezionare, scegliere e decidere, prima di agire. I simboli ci servono, pertanto, quali sintesi paradigmatiche per orientarci. Ricorriamo a queste scorciatoie in qualsiasi campo della nostra vita

Dal numero 1/18
Il federalismo in quattordici punti
, March 22, 2018

Unire i puntini. È l’invito di Steve Jobs agli studenti di Stanford per scoprire, guardando al passato, il disegno che dà un senso alla vita.

Dal numero 1/18
Una Legge di bilancio per aprire la legislatura
, March 22, 2018

Quando il lettore si accingerà a leggere questo articolo, le elezioni si saranno già tenute. Comunque saranno andate e qualunque sarà il governo che si starà formando, se si starà formando, le promesse della campagna elettorale cominceranno a evaporare.