Rivista il mulino

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Identità italiana
Perché la storia va in una direzione opposta. E come invertire le cose
Un’Italia giusta e solidale
, November 17, 2019

[…] Certo, è giusto muovere dal reddito. Mentre nel mondo le disuguaglianze di reddito si riducevano, per l’emergere tumultuoso dalla povertà di centinaia di milioni di esseri umani in Asia, mentre peggiorava ancora la condizione dei più poveri della terra, in Italia, come in tutto l’Occidente, dagli anni Ottanta la disuguaglianza di reddito cessava la discesa iniziata sessanta anni prima. E tornava anzi a crescere. Ma anche solo sul piano delle disuguaglianze economiche c’è molto altro, e ben prima della crisi del 2008. L’aumento della povertà.

L'Ilva e la crisi della siderurgia
, November 15, 2019

Negli ultimi giorni si è molto discusso di questioni giuridiche e ambientali in relazione alla crisi dell’ex Ilva. Ma converrebbe ricordare sempre che le vicende che abbiamo sotto gli occhi sono il prodotto di due elementi in particolare, che sono alla base del dramma che si sta consumando intorno a una delle principali aziende italiane: la crisi del mercato siderurgico e il modo in cui gli operatori la stanno affrontando.

L’acciaio alle strette. Stando alle stime di Eurofer, nel primo trimestre 2019 la domanda di beni siderurgici nell’area Ue si è contratta del 1,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; nel trimestre successivo la flessione è stata più pronunciata (-7,7%). Sono state così bruciate le previsioni formulate alla fine del 2018, che prospettavano per l’anno in corso un calo complessivo dello 0,4%. A fine 2019, secondo l’associazione dei siderurgici europei, la riduzione del fabbisogno dovrebbe attestarsi intorno al 3,1%.

Sull’andamento della domanda di acciaio incide in maniera decisiva la crisi della manifattura tedesca – in particolare del settore dell’automotive, colpito dallo scandalo “dieselgate” e dai dazi americani. La contrazione del mercato comunitario ha accentuato una tendenza alla riduzione dei prezzi che va avanti dai primi mesi del 2018, sospinta dal boom delle importazioni extra-comunitarie verificatosi a seguito delle alte tariffe (25%) imposte da Trump sui beni siderurgici. Di fronte a queste misure i produttori dei Paesi emergenti hanno dirottato le loro esportazioni verso l’Europa. Lo scorso anno l’import ha coperto circa un quarto del fabbisogno di acciaio nella Ue (due punti in più rispetto al 2017), facendo registrare un incremento del 12,7%. Il crollo della domanda ha trascinato a sua volta le importazioni, così come un’eventuale ripresa tornerebbe a sollecitarle.

La pressione dei produttori dei Paesi emergenti sui mercati occidentali non è un fenomeno congiunturale: risponde a trasformazioni strutturali che verosimilmente avranno un impatto sul settore siderurgico (e non solo) per un tempo non breve. Gli impetuosi processi di sviluppo verificatisi in quei sistemi economici (Cina in testa) negli ultimi decenni,

Dal numero 5/19
Una nuova ecologia politica
, November 7, 2019

Anche quando si affronta la grande questione dei cambiamenti climatici il caso italiano è piuttosto interessante, per diverse ragioni. Tra queste c’è senz’altro l’assenza di un partito ambientalista ben presente sulla scena politica, riconoscibile e riconosciuto.

Dal numero 5/19
La povertà energetica in Italia: una sfida eco-sociale
, November 7, 2019

La povertà energetica è un tema sempre più presente nell’agenda politica europea. Ma se in Paesi come il Regno Unito il concetto di fuel poverty è di dominio comune ormai da anni, in Italia ha acquisito una rilevanza solo in tempi recenti, perlopiù sulla spinta di iniziative comunitarie.

Dal numero 5/19
La fatica di essere riformisti
, November 7, 2019

La notte del 9 novembre 1989, la notte in cui cominciò l’abbattimento del Muro, ero su un treno per Monaco di Baviera, dove andavo a fare ricerche nell’ottima biblioteca della città. Arrivando la mattina trovai una situazione sconvolgente. La televisione continuava a mandare le immagini di quella incredibile onda umana, che travolgeva, col Muro, tutti gli assetti, le reciproche posizioni, e anche le comode certezze del dopoguerra.