Rivista il mulino

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Stefan Zweig
, December 4, 2014

Sia in Italia sia a livello internazionale, l’opera di Stefan Zweig (1881-1942) sta vivendo un revival di dimensioni impressionanti. Tutti matti per Zweig, titolava recentemente «la Repubblica», mentre il «New York Times» registrava in modo analogo una vera e propria «Zweigmania».

Giovanni Evangelisti (18 giugno 1932 - 4 ottobre 2008)
, October 3, 2014

A sei anni dalla scomparsa, ripubblichiamo il ricordo di Giovanni Evangelisti uscito sul numero 6/2008 della rivista

Ha ripetuto sino alla fine che al Mulino nessuno era insostituibile, sapendo benissimo che in realtà una persona insostituibile c’era ed era proprio lui. Così, al termine di una settimana di lavoro come tante altre, Giovanni Evangelisti se n’è andato senza nessun preavviso lo scorso 4 ottobre. Chi lo ha conosciuto, e soprattutto chi ha conosciuto il privilegio, la gioia e la fatica di lavorare con lui, non riesce ancora a districare il giudizio culturale e professionale dalla commozione e dal rimpianto.

Jacques Le Goff
, September 18, 2014

Lo storico medievista francese Jacques Le Goff è morto il primo aprile scorso, a novant’anni. Un’età che può far supporre, a chi non sia un po’ addentro nelle cose della disciplina, che stiamo parlando di uno studioso autore di scritti ormai polverosi, e che queste righe costituiscano solo un omaggio obbligato a chi da un pezzo ha ceduto le armi a più giovani e agguerriti ricercatori.

Ezio Raimondi (1924-2014)
, July 28, 2014

Non è un caso che Ezio Raimondi amasse citare, assumendolo quale personale parola d’ordine, un detto di Lucien Febvre, secondo cui corre a tutti l’obbligo di bussare alle porte del vicino, ossia di non precludersi nessuna avventura culturale, abbattendo confini e superando di slancio le faglie e i crepacci innaturali e immotivati che separano le discipline finitime, spalancatisi per l’azione corrosiva di uno specialismo parcellizzato.

Adolfo Suárez, icona della giovane democrazia spagnola
, March 27, 2014

C’è una distanza siderale tra il giudizio che accolse Adolfo Suárez al momento della sua nomina alla presidenza del governo spagnolo da parte del re Juan Carlos I e quello che ne ha accompagnato la definitiva uscita di scena il 23 marzo. Una distanza che nessuno spagnolo nel secondo dopoguerra era riuscito finora a far segnare.

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