Rivista il mulino

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Non è un referendum pro o contro l’Europa, ma la posta in gioco non è mai stata così alta
Verso il voto europeo
, May 23, 2019

Dopo una campagna alquanto polarizzata, l’ironia della sorte vuole che siano i britannici (con un piede già fuori dall’Unione europea) ad aprire le danze. Ma cosa dobbiamo aspettarci dalle urne europee? Questo intervento non si avventura in previsioni. Da diverse settimane molte inchieste segnalano grande indecisione in una parte consistente dell’elettorato. In ogni caso, tre aspetti sembrano importanti da monitorare, i primi due su scala europea, il terzo – soprattutto, ma non solo – per il nostro Paese.

1) Fin dalle prime elezioni del 1979, il voto europeo viene considerato “di secondo ordine” e attrae meno persone alle urne, con una differenza rispetto alle precedenti elezioni politiche di circa 25 punti percentuali (e ancor più in alcuni Paesi dell’Est). Dal 63% di affluenza nel 1979, si è arrivati al 43% nel 2009 e 2014. La polarizzazione della campagna elettorale potrebbe però riuscire laddove il sistema degli Spitzenkandidat – introdotto cinque anni fa anche per avvicinare Bruxelles ai cittadini, ma già oggi messo in discussione – ha sostanzialmente fallito. Se i tanti elettori tradizionalmente poco interessati al voto europeo si sentiranno chiamati in causa, per la prima volta vi sarà un’inversione di tendenza al calo della partecipazione.

Sette tesi sull’Europa e la democrazia
, May 22, 2019

Nell’imminenza delle elezioni europee dobbiamo constatare almeno un dato nuovo: la presenza di forze sovraniste ha per la prima volta suscitato in fase preelettorale un dibattito sull’Europa e non, semplicemente, sui problemi nazionali. Eppure, non possiamo fare a meno di notare la povertà di questo dibattito. Ci saranno anche “due idee di Europa a confronto”, ma sono due idee poverissime.

Dal numero 2/19
Tre idee di Europa. Anzi due
, May 9, 2019

Ci sono tre visioni dell’Europa oggi in campo. Tre idee diverse su cosa dovrebbe essere l’Unione e su quale ruolo può giocare nello scacchiere mondiale. Ciascuna è europeista, ciascuna si contrappone alle chiusure nazionaliste, ripiegate sulle antiche sovranità. Ma queste tre visioni vanno in altrettante, diverse direzioni.

Dal numero 2/19
Sull'Europa dopo il voto
, May 9, 2019

1. Molto spesso quando si parla di Europa se ne parla con una grande vaghezza. Gli europeisti, il più delle volte, sostengono la necessità dell’Europa, ma riallacciandosi a principi generali. Principi importanti, che però alla fine faticano a trovare ascolto. Anche le elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo hanno rischiato di trasformarsi in un voto poco informato, dove sono a confronto due visioni altrettanto superficiali. In questo modo non c’è il rischio di una crescita ancora maggiore delle forze sovraniste e antieuropeiste?

Autocritica generazionale del 9 maggio
A che cosa serve il Parlamento di Strasburgo
, May 8, 2019

In vista del voto europeo, i 5 Stelle di governo hanno cercato di arginare l’emorragia di consenso raccontata dai sondaggi abbozzando un loro «profilo internazionale». Tutti ricordano la frettolosa visita all’ala destra dei gilets jaunes, costata il richiamo a Parigi dell’ambasciatore a Roma (non accadeva dalla dichiarazione di guerra del 1940),