Rivista il mulino

Content Section

Central Section

La Scampia che non ci sta
, May 25, 2011

A Scampia, quartiere degradato alla periferia nord di Napoli, c'è una piccola oasi di speranza. È il Centro di formazione Hurtado diretto dal gesuita Fabrizio Valletti, impegnato a “liberare” i giovani da ricatti e lusinghe della camorra per avviarli a lavori onesti. Una sfida ambiziosa in un territorio dove per molti l’alternativa alla fuga è accettare lavoro nero o proposte criminali e le attività sommerse non emergono perché sono i lavoratori a voler restare in nero per non perdere una occupazione precaria. 

La scuola è
, May 19, 2011

Alicudi, la più occidentale delle Eolie, è un isolotto di poco più di cinque chilometri quadrati. Bellissima, per chi vi approda da turista, ma particolarmente aspra e impervia per chi ci vive. Per arrivare: tre ore di aliscafo da Milazzo, 50 miglia marine.
In questo scoglio lo Stato di fatto non c’è. Se hai bisogno dei Carabinieri devi far riferimento alla caserma di Filicudi, se devi spedire una raccomandata puoi contare sui due soli giorni di apertura di un piccolo sportello delle Poste. L’unica presenza istituzionale è la scuola, che tutto deve a un’insegnante.

Palermo, 24/5/2010
, May 24, 2010

Ancora una volta isolati. Sono trascorsi diciotto anni da quando, il 23 maggio 1992, un’autobomba scosse questa città intorpidita, chiusa nel suo opportunismo. Quella bomba esplose nelle coscienze, animò un orgoglio che era sopito.

Urban Center: il caso di Torino
, July 15, 2009

Il tunnel dell’alta velocità esce muto, tra binari in attività e abbandonati. Dal sovrappasso si leggono tracce stratificate che la ferrovia Torino-Milano ha abbandonato in più di centocinquant’anni di storia: muretti, terrapieni e tronchi di legno sovrapposti a segnare un limite che non esiste più. Due chilometri oltre, le traversine abbandonate di una trincea ferroviaria restituiscono ancora l’odore del vapore.

La modernizzazione di Roma Capitale
, July 6, 2009

Durante il secolo scorso le metropoli occidentali hanno cambiato radicalmente volto, grazie soprattutto alla realizzazione delle grandi infrastrutture di trasporto. Roma è rimasta indietro, tanto che oggi il traffico è il problema dei problemi. Perché? È opinione ampiamente diffusa che tutta la responsabilità del sottosviluppo ricada sull’archeologia: la sua presenza pervasiva, frutto di una millenaria centralità nello svolgersi della storia, blocca le costruzioni di metropolitane, parcheggi, ferrovie, sottopassi e quant’altro.