Rivista il mulino

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Cartolina dalla Sardegna
La pastorizia sarda, un sistema inerziale
, February 12, 2019

In un Paese come l’Italia, in cui, ogni anno, vengono letteralmente buttati via 12,3 miliardi di euro di cibo (di cui la metà direttamente dai consumatori), fa abbastanza specie leggere il diffuso stupore per le estreme azioni di protesta che, in questi giorni, i pastori sardi hanno inscenato in quasi tutte le comunità dell’isola: versare per strada il loro latte chiedendo un giusto prezzo per la fatica del loro lavoro.

Eppure c’è chi capisce il loro malcontento, la loro rabbia ed è manifestamente solidale con una categoria produttiva che costituisce tuttora, nell’immaginario collettivo, parte fondante dell’identità complessiva della Sardegna. Ci sono anche solide ragioni perché ciò accada, e queste hanno presupposti su alcuni numeri. La Sardegna è nel Mediterraneo la terra in cui è più alta la concentrazione di pecore: due ogni abitante, oltre 3 milioni di capi ovini per 1,6 milioni di persone. In Italia, come in Grecia, se ne contano poco più di 6 milioni, in Francia 5 milioni e mezzo. Per la stagione 2016-2017 è stata dichiarata dai pastori sardi una produzione di 284 milioni e 108 mila litri di latte da pecora, più della Francia che ne ha dichiarato 263 milioni. Il 70% della superficie isolana è destinata al pascolo. L'intera filiera dell'ovicaprino, tra aziende di produzione, trasformazione e indotto, ha circa 40 mila addetti, con un valore che sfiora i 400 milioni di euro all'anno.

Ma nonostante questi numeri, il prezzo del latte che gli industriali della trasformazione lattiero-casearia pagano ai pastori è di 60 centesimi al litro, molto al di sotto dell'euro e 10 centesimi stimato come prezzo necessario per coprire i costi e avere un minimo di ritorno economico. Questo significa, molto banalmente, che gran parte delle aziende del settore sono destinate a incontrare seri problemi di sostenibilità economico-finanziaria nei prossimi tempi, che si preannunciano più che mai angusti. 

Cartolina da Trento
Il genere a scuola: prove tecniche di inquisizione
, January 10, 2019

Nel corso dell’ultimo decennio la provincia di Trento ha rappresentato un interessante e innovativo laboratorio per le politiche di genere e di pari opportunità rispetto allo scenario nazionale, anche grazie a un’attiva collaborazione con l’università

Cartolina da Pizzo Calabro (VV)
Civismo, buona amministrazione ed etica politica
, December 5, 2018

Qualche settimana fa, Gianluca Callipo, giovane sindaco di Pizzo Calabro e dirigente del Partito democratico, ha dichiarato che nelle elezioni regionali che si svolgeranno nell’autunno del prossimo anno appoggerà uno dei candidati provenienti dalle fila del centrodestra, e per la precisione da Forza Italia, il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto. 

Cartolina da Casalecchio di Reno (Bo)
Se all'asilo si parla del Gay Pride
, July 18, 2018

Le educatrici di un centro estivo alle porte di Bologna, che accoglie bambini e bambine dai 2 ai 5 anni, decidono di dedicare un’attività educativa alle differenze di orientamento sessuale e di modelli famigliari. Lo spunto è il Gay Pride, che si svolgerà in città di lì a qualche giorno

Pisa pende a destra
, July 9, 2018

Un idioma politico in rapida affermazione nel mondo occidentale presenta come desueto il classico cleavage destra/sinistra sviluppatosi a partire dalle rivoluzioni di fine Settecento, e descrive con toni e argomenti neoplebeisti il conflitto politico del post Novecento come uno scontro fra élite e popolo. Questa visione è veicolata in primis dalla nuove formazioni nazional-populiste e social-sovraniste