Rivista il mulino

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lettere internazionali
Beirut, 17/9/2009
, September 17, 2009

Le guerre per l’acqua. Le guerre per l’acqua esistono. Non è una novità, ma sicuramente è una questione spesso sottovalutata per capire le dinamiche che alimentano i conflitti. Succede così che un articolo comparso sul quotidiano «Daily Star» di Beirut lo scorso 4 agosto, costringa a fare i conti con lo spettro inquietante della scarsità reale. Il titolo fa sorridere: «L’Unfil sta costruendo difese sulla Linea Blu contro le mucche sioniste».

Srinagar, 14/9/2009
, September 14, 2009

I fantasmi della frontiera. Il Kashmir, regione ampiamente trascurata dalla diplomazia e dall’opinione pubblica internazionale, rappresenta nondimeno un centro nevralgico dello scontro di civiltà che da anni agita l’Occidente. La contiguità geografica e culturale con la Terra Santa ha da sempre contribuito a nascondere agli occhi dei governi europei e di Washington quanto da più di sessant’anni accade lungo la Linea di Controllo (LoC) indo-pakistana.

Sofia, 10/9/2009
, September 10, 2009

Una cintura nera al potere in Bulgaria. Il 5 luglio scorso, a distanza di un mese dal voto per le europee, si sono tenute le elezioni politiche per il parlamento unicamerale bulgaro (240 seggi). Con il 39,71% delle preferenze, il GERB (Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria) dell’ex sindaco di Sofia, Bojko Borisov, si è aggiudicato 116 seggi, affermandosi indiscutibilmente come il primo partito della scena politica bulgara.

Betlemme, 7/9/2009
, September 7, 2009

Le Mercedes di Fatah. Gli israeliani le hanno chiamate impietosamente «fancy cars», autovetture di lusso dotate di un particolare glamour in quanto ambito status symbol. A giudicare dall’ assembramento di Mercedes a Betlemme, nei primi giorni di agosto, quando si è tenuto il sesto congresso del Fatah, il partito fondato nell’oramai lontano 1959 da Yasser Arafat, pareva d’essere a un meeting di industriali.

Zagabria, 31/8/2009
, August 31, 2009

Il caso Glavaš e un passato che non passa. “Lui ha tradito i morti, sulla cui  cenere abbiamo costruito la nostra patria, lui ha tradito i soldati e i generali dell'esercito croato”. “Lui” è Ivo Sanader, capo dell’HDZ e Primo ministro croato, dimessosi il 1° luglio scorso. Chi parla invece è Branimir Glavaš, parlamentare ed ex generale dell’esercito croato. L’uno rappresenta il presente della Croazia, il suo difficile, e per ora fallimentare, tentativo di avvicinarsi all’Europa; l’altro incarna il suo inquietante, e finora impunito, passato, legato alla guerra degli anni Novanta.