Rivista il mulino

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lettere internazionali
Gerusalemme, 07/01/2010
, January 7, 2010

Il gioco delle anime e dei voti. Nell’eterno tiro alla fune tra Stato e religione, amministrazione dei corpi e gestione degli spiriti che in Israele accompagna il dibattito politico e la discussione collettiva, c’è qualcuno che, dinanzi ai tanti dubbi dei più, sembra sapere opporre algide certezze. Yaacov Neeman, ministro della Giustizia (per volontà di Dio?), dinanzi al folto pubblico di un’ampia assemblea rabbinica, recatosi per rappresentare il governo, al momento di prendere la parola, evidentemente sedotto dalla potenza dell’illustre uditorio,

Riyad, 04/01/2010
, January 4, 2010

Naqa Tube, l'irresistibile purezza del Web. Quanti genitori hanno temuto che i propri figli navigando nel web si imbattessero in materiale non idoneo e quindi pericoloso? In quanti hanno sperato in una rete pulita? In Arabia Saudita, dove il waabismo impone una condotta morale imprescrittibile, da quando è nata Naqa Tube tutto questo è diventato possibile.

Tashkent, 2/1/2011
, January 2, 2010

La lunga marcia dell'Islam in Asia Centrale. Il risveglio islamico in Asia Centrale costituisce uno dei fenomeni storici più importanti degli ultimi decenni. Dopo decenni di oppressione sovietica, la rinascita dell’identità islamica in Asia Centrale ha rappresentato una importante riappropriazione del proprio patrimonio spirituale e identitario da parte delle popolazioni dell’Asia Centrale.

Ankara, 21/12/2009
, December 21, 2009

Gli alevi e l'identità nazionale turca. Nelle scorse settimane sulle pagine dei quotidiani turchi è emerso un acceso dibattito relativo alla spinosa questione delle minoranze, dell'identità alevi (che conta circa dodici milioni di membri) in particolare, ma anche dell'identità turca, più in generale. Da diversi decenni in Turchia la minoranza degli alevi torna periodicamente alla ribalta nei mass-media nazionali sotto forma di “questione” o “problema”.

Srinagar, 17/12/2009
, December 17, 2009

I desaparecidos del Kashmir. Il mondo torna ad interrogarsi sulle violazioni dei diritti umani che da decenni stanno investendo il Kashmir controllato dall’India. È di pochi giorni fa l’annuncio del ritrovamento di 2700 tombe senza nome e fosse comuni nei distretti di Baramulla, Bandipora e Kupwara, situati a ridosso del confine con il Kashmir pakistano. Nel corso di un’affollata conferenza stampa avvenuta a Srinagar, capitale del Kashmir indiano, Angana Chatterji dell’International People’s Tribunal on Human Rights and Justice in Indian-Administred Kashmir (IPTK), ha presentato i risultati della ricerca, durata 3 anni, dal novembre 2006 al novembre 2009.