Rivista il mulino

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lettere internazionali
Seoul, 1/4/2011
, April 1, 2011

Il passato non conta. La tragedia che ha colpito il Giappone ha lasciato il mondo attonito. È singolare pensare come proprio uno dei Paesi da sempre maggiormente attenti allo studio degli eventi sismici, a causa della sua particolare posizione geografica, sia rimasto vittima di un evento naturale di difficilissima prevedibilità come lo tsunami (la cui etimologia è data dal composto di tsu “porto” e nami “onda”, quindi “onda contro il porto”).

Damasco, 30/3/2011
, March 30, 2011

La pax siriana. Il 2011 sarà ricordato come un anno cruciale nella storia del mondo arabo. Il cosiddetto “vento della rivolta” ha interessato profondamente alcuni Paesi, meno altri. La Siria rientra sicuramente tra questi ultimi. Tuttavia, anche qui non sono mancati segnali che per taluni osservatori hanno lasciato intravedere la conferma di un possibile “effetto contagio”.

Dublino, 24/3/2011
, March 24, 2011

O’Bama e la Tigre Celtica che non ruggisce più. Finalmente la conferma dell’interessato alla storia che circola da un pezzo. È ora ufficiale che il bis-bis-bis-bisavolo in linea materna del primo presidente nero degli Stati Uniti proveniva da Moneygall, un minuscolo villaggio nella contea di Offaly, e che quindi un ramo della famiglia di Barack Obama è originario dell’Isola dei santi.

Il Cairo, 21/3/2011
, March 21, 2011

La prima volta ai seggi. “Awal marra” continuavano a ripetere mentre stavano in fila, a volte anche per più di un paio d’ore. “È la prima volta” questo il motto degli egiziani che sabato hanno assolto, dopo anni di sudditanza, il loro dovere di cittadini, votando al referendum che deciderà se approvare o meno gli emendamenti costituzionali proposti dalla Commissione  nominata dal Consiglio delle Forze Armate il 15 febbraio scorso, poco dopo la caduta di Mubarak.

Bruxelles, 18/3/2011
, March 18, 2011

Senza voce. È un’ Europa senza voce quella che sta affrontando la crisi prodotta dalle rivolte del Nord Africa. Si è spesso parlato della necessità che l’Ue si esprima con una sola voce in politica estera, ma raramente è accaduto. Quello che sta avvenendo in questi giorni, però, è particolarmente grave; cerchiamo di capire perché. Da sempre la politica estera dell’Ue la fanno gli stati membri.