Rivista il mulino

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lettere internazionali
Belgrado, 15/10/2010
, October 15, 2010

Ivan e i suoi fratelli. L’immagine di Ivan Bogdanov, il capo ultrà della Stella Rossa, tatuato con le “sacre” date e immagini serbe (non poteva certo sfuggire l’anno 1389, data della famosa battaglia di Kosovo Polje, essenziale punto di riferimento mitologico del nazionalismo serbo) mentre cavalca la recinzione della curva dello stadio Marassi con il braccio destro teso, ha fatto il giro del mondo.

Riga, 12/10/2010
, October 12, 2010

La Lettonia guarda a Nord. Le elezioni parlamentari svoltesi il 2 ottobre in Lettonia hanno decretato la vittoria del partito di governo “Unità”. La formazione di centrodestra, liberista e europeista, guidata dal premier Valdis Dombrovskis ha ottenuto il 30,5% dei consensi, al secondo posto con il 25% si è piazzato il “Centro dell’Armonia”, partito filorusso che lo scorso anno ha vinto le elezioni municipali a Riga,mentre il partito “Unione dei Verdi e dei Contadini” ha ottenuto quasi il 20% .

Buenos Aires, 8/10/2010
, October 8, 2010

La Presidenta alla guerra dei giornali. Soltanto poche settimane fa, in Argentina, la firma della Presidenta, Cristina Fernández de Kirchner, ha reso definitive le norme che danno efficacia alla legge sugli audiovisivi, approvata dal Congresso nell’ottobre dello scorso anno. Il provvedimento rappresenta l’ultimo capitolo dello scontro che vede opporsi il governo al gruppo Clarín, uno dei colossi imprenditoriali del panorama argentino.

Graz, 6/10/2010
, October 6, 2010

Lo scontro (virtuale) di civiltà. La notizia proveniente da Vienna ha un che di comico e insieme di tragico. Negli stessi giorni in cui i “rimpatri volontari” dei rom decisi da un presidente francese in calo vistoso di popolarità riaccendevano in tutta Europa il dibattito sull’immigrazione e sui diritti delle minoranze, i liberalnazionali austriaci della Fpö,

1990-2010: Speciale Lettere internazionali
La Germania ri-unita/1
, October 1, 2010

La «potenza civile» tedesca in cammino verso la «normalità». All’indomani della caduta del muro di Berlino, furono in molti a evocare il timore che una Germania nuovamente riunificata e potenzialmente egemone sul continente sarebbe potuta ricadere nella tentazione di intraprendere una nuova «via speciale» (Sonderweg). Affrancandosi dalle obbligazioni europee e atlantiche che erano state contratte nel secondo dopoguerra e, addirittura, dando adito a nuovi impulsi egemonici neo-nazionalistici.