Rivista il mulino

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lettere internazionali
Dakar, 23/8/2011
, August 23, 2011

La Primavera di Dakar. Il Senegal è tradizionalmente considerato il Paese più stabile e democratico – e pertanto partner occidentale ineludibile – nella turbolenta Africa dell’Ovest. Tuttavia i recenti episodi di rivolte, saccheggi, e durissime repressioni, all’ombra dei quali si profilano i grandi temi della politica globale, rischiano di sconfessare questa reputazione.

Léon, 17/8/2011
, August 17, 2011

Il fascino del “chelero”. Sono sempre più numerosi, tutti li conoscono, ma non godono di buona fama. Il “chelero” in Nicaragua è una categoria sociologica determinata: indica il nicaraguense di età compresa tra i 20 e i 40 anni che passa le sue giornate a caccia di “chele”, ovvero le ragazze dalla pelle bianca, possibilmente bionde e con gli occhi azzurri.

Tel Aviv,12/8/2011
, August 12, 2011

No boycott. Lo scorso 11 luglio la Knesset ha varato la Boycott Prohibition Law. La legge prevede una sanzione per individui o organizzazioni che incitino al boicottaggio di Israele, compresi gli insediamenti nei territori occupati. Chi viola la legge può essere chiamato a pagare un risarcimento la cui entità è stabilita dalla corte e non deve essere necessariamente correlata al danno economico subito dalla parte lesa.

Pechino, 9/8/2011
, August 9, 2011

La geopolitica del Dragone. La politica estera della Repubblica popolare cinese sta subendo una lenta ma inesorabile evoluzione. Lo spettro di una Cina sempre più potente preoccupa da tempo l’Occidente, anche perché questa nazione è cresciuta molto più velocemente di quanto tutte le previsioni avessero messo in conto. Dall’esterno, la Cina continua a dare l’impressione di essere guidata da un Partito che, a novant’anni dalla sua fondazione, resta estremamente centralizzato e disciplinato.

Istanbul, 3/8/2011
, August 3, 2011

L’ultima frontiera d'Europa. Per la Turchia, la via di Bruxelles è sempre stata irta di ostacoli: ed è una volta di più la questione cipriota che rischia di far deragliare i negoziati di adesione. Prima il ministro degli Esteri, Ahmet Davutoğlu, in occasione di un incontro ad Ankara col commissario europeo all'Allargamento, Štefan Füle (il 13 luglio), una settimana dopo il premier Recep Tayyip Erdoğan