Rivista il mulino

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lettere internazionali
Managua, 14/7/2011
, July 14, 2011

4 mesi, 3 settimane, 2 giorni. In un Paese di appena 5,8 milioni di abitanti, di cui più della metà sono donne e il 42,5%  vive sotto la soglia di povertà, è significativo l'ultimo dato rilevato dalla Rete delle donne contro la violenza: dall'inizio dell'anno sono state uccise 40 donne, tra cui 4 bambine con meno di 10 anni.

Città del Messico, 8/7/2011
, July 8, 2011

La megalopoli azteca. Come definire Città del Messico? Città, metropoli, megalopoli, conurbazione? La domanda può sembrare retorica, ma non lo è. La capitale del Messico, divisa al suo interno in 16 delegaciones (distretti amministrativi) e circa 1800 colonias (quartieri), si estende su un’area che oltrepassa il Distrito Federal per estendersi su due Stati della federazione messicana.

Teheran, 5/7/2011
, July 6, 2011

Elezioni e incantesimi. Potrebbero essere contati i giorni del governo Ahmadinejad. Il 26 giugno il procuratore generale della Repubblica islamica ha dichiarato che probabilmente non fermerà la serie di arresti di membri del governo. Il giorno dopo 100 parlamentari hanno convocato il presidente Ahmadinejad in parlamento per interrogarlo. Esattamente nello stesso luogo dove una settimana prima gli stessi parlamentari avevano rifiutato di alzarsi quando il presidente era arrivato per difendere un suo candidato ministro.

Abidjan, 30/6/2011
, June 30, 2011

Il mal d’Africa di Sarkozy. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, è stato il primo a complimentarsi con il neoeletto presidente della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara. Il 21 maggio scorso, in occasione della cerimonia d’investitura, Ouattara ha esplicitamente ringraziato la Francia “con cui la Costa d’Avorio intrattiene dei legami storici e una visione comune dell’avvenire”. Queste dichiarazioni apparentemente banali svelano in realtà le intricate coordinate della geopolitica africana che hanno portato all’elezione di Ouattara.

Belfast, 28/6/2011
, June 28, 2011

Prima della pioggia. I recenti disordini in Irlanda del Nord rientrano sicuramente nelle tradizionali estati “calde” di questa turbolenta regione. Negli anni Settanta, quando il conflitto era giornaliero e di tutt’altra intensità, la polizia nordirlandese e l’esercito britannico non riuscivano a capacitarsi di come i disordini fossero indifferenti alla repressione esercitata nei loro confronti e allo stesso tempo sensibili a fronte delle piogge tipiche dell’isola che li interrompevano immediatamente.