Rivista il mulino

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lettere internazionali
Berlino, 9/4/2018
, April 9, 2018

Questioni di integrazione. Il tema accoglienza e integrazione degli immigrati (fuoriusciti, profughi, perseguitati o altro) è sempre all’ordine del giorno in Germania,

Venticinque anni dopo i negoziati di Oslo
Il miraggio di uno Stato palestinese
, April 9, 2018

La finzione della two-state solution ha retto per un quarto di secolo, o quasi. Fino all’arrivo di Donald Trump, rottamatore del politically correct anche in questo campo. Nella primavera-estate del 1993, quando in varie località della Norvegia si tenevano i colloqui segretissimi fra emissari di Peres e di Abu Mazen, con l’avallo di Rabin e Arafat, che dovevano sfociare nello storico accordo suggellato non a Oslo ma a Washington, la creazione di uno Stato palestinese in Cisgiordania e a Gaza sembrava ancora possibile. Certo, andavano sciolti alcuni nodi, intricati ma non insolubili – Gerusalemme, gli insediamenti, le modifiche dei confini, un limitato rientro di rifugiati, le clausole militari – ed era previsto che gli appositi negoziati si svolgessero fra il 1995 e il 1998.

Che ragionevoli compromessi fossero allora possibili è dimostrato da un nuovo round di colloqui altrettanto segreti condotti a Stoccolma dai due registi delle trattative di Oslo e dintorni, Yossi Beilin e Mahmud Abbas (Abu Mazen), che nell’ottobre 1995 produssero una poco conosciuta bozza di accordo sul final status – sia pur definita non impegnativa, e poi sconfessata da entrambe le parti – in notevole anticipo su quella tabella di marcia. Il problema non era dunque la fattibilità, ma la volontà politica. Ammesso che Peres e Arafat si fossero decisi a varare l’accordo proposto da Beilin e Abu Mazen, sarebbero stati in grado di sedare la ribellione all’interno delle rispettive fazioni?

Mosca, 27/3/2018
, March 27, 2018

Le recenti elezioni russe hanno visto la scontata conferma di Putin a capo di Stato per la quarta volta. Il risultato non è mai stato in discussione.

Washington, 26/3/2018
, March 26, 2018

Ci sono marce e marce. I primi furono quelli della Coxey’s Army, alcune migliaia di disoccupati che marciarono su Washington D.C. nel 1894, al culmine di quella che, per mancanza di peggio, era allora nota come la Grande depressione.

Washington, 21/3/2018
, March 21, 2018

Di vecchi e di nuovi protezionismi: Trump e i dazi doganali. Sin dalla campagna elettorale del 2016, l’allora candidato del Gop, fedele al suo slogan “America First”, ha fatto ampio uso di un discorso esplicitamente protezionista,