Rivista il mulino

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giuliano benuzzi, 19-02-2013, 18:02

Monti è stato un tecnico battezzato da Napolitano come politico. E' da tecnico che ha operato. Ora, dopo questo piccolo golpe indolore, Monti trasforma quello che è stato evidente per tutti: la tecnica era una politica che ha trovato un largo consenso. La tecnica ora si rivela come non neutra ma di parte, politica. Ha rappresentato come politica una mediazione, se tale è da ritenersi il salasso nelle tasche dei ceti non più abbienti, che lui chiama riformatrice. Fabbrini ritiene che questo è il massimo politico praticabile in direzione di equilibri modernizzanti. Lamenta la mancanza di un partito conservatore serio, dimenticando che la politica non è il proprio desiderio, ma la realtà delle opinioni politiche degli elettori che non sono deficienti nè tanto meno immaturi e tali da necessitare di essere educati, magari da una chiesa laica che come la chiesa cattolica educava alla conversione e alla redenzione dal peccato ritenendosi l'unica priva di peccato e palesando una riedizione di fronte popolare venduto come la migliore mediazione riformatrice modernista possibile. In attesa di un sano partito conservatore aspettiamo e... votiamo il tecnico-politico modernizzatore?!