Rivista il mulino

Content Section

 
immagine
Identità italiana
La scuola e i "valori" citati a sproposito
Chiara Saraceno, April 20, 2011

Oltre ad affidare ai genitori la responsabilità di mantenere i figli ben  oltre la maggiore età, stanti i tassi di disoccupazione giovanile e l’assenza di una rete di protezione adeguata, di sussidiarli per l’acquisto di una abitazione, di aiutarli nella cura dei piccoli quando lavorano, vista la scarsità e il costo dei servizi, il governo e in particolare il suo presidente intendono rafforzarne il potere di scelta educativa. Già questo porrebbe problemi di bilanciamento delicato, tra libertà dei genitori e libertà e diritto dei figli di sperimentare e confrontarsi con punti di vista diversi.

Ma il modo apparentemente rozzo con cui Silvio Berlusconi ha formulato la questione – in termini di “valori” delle famiglie minacciati dalla cultura degli insegnanti della scuola pubblica, rappresentata come una sorta di luogo di indottrinamento di stampo sovietico – mostra non solo l’implicita agenda politica di questa operazione (acquistare benemerenze in casa cattolica). Mostra, inoltre, la sua incapacità di pensare se non in modo dicotomico, noi contro loro. Di qui l’attacco alla scuola pubblica, curiosamente definita come “di parte” solo perché non è di una parte sola.

Se fosse un Imam a proclamare il diritto dei genitori a educare i propri figli secondo i propri valori proteggendoli dalla esposizione a modelli diversi, questo primo ministro e questo governo sarebbero i primi a stracciarsi le vesti e a denunciarne il fondamentalismo, sottolineando viceversa la positività, anzi la obbligatorietà, della scuola pubblica come scuola di tutti. È chiaro che a far problema a Berlusconi e a chi la pensa come lui non è la pretesa totalizzante di una parte, ma l’esistenza stessa di differenze da quella “parte” che è per loro l’unica legittima, per convinzione o per tattica politica.

Per questo costoro non riescono a concepire il pluralismo altro che nella forma di parti che si contrappongono, ciascuna con la pretesa della totalità e del controllo su chi non può scegliere. Non come spazio di confronto e dialogo tra posizioni diverse che possono mutuamente anche modificarsi e arricchirsi. Per questo, nella affabulazione berlusconiana, la società, il pensiero, la cultura sono sempre dicotomici e la parte “cattiva” è sempre identificata con la personale ossessione di uno che non ha ancora superato il maccartismo e la sua caccia alle streghe. E che disinvoltamente finge di ignorare che ai famosi “valori” hanno fatto più danni le sue televisioni e lo spettacolo di cinismo offerto dalla politica sotto la sua regia (per non parlare dei suoi comportamenti pubblici e privati), che non qualche lezione di storia o di letteratura data da qualche insegnante mal pagato.

Francesca Gori, 20-04-2011, 16:44

L'utilizzo del verbo "inculcare" da parte del premier sia a proposito dei presunti disvalori attributi alla scuola pubblica sia a proposito dei valori appannaggio delle famiglie la dice lunga su come lui intenda il rapporto pedagogico e in generale la comunicazione tra individui. Non si parla, non ci si confronta, non si dialoga ma si imprimono le proprie idee e l'altro (che sia un figlio, un avversario politico, un elettore, un cittadino) diventa un recipiente che suona vuoto, uno spettatore muto e annichilito, senza volto, senza pensieri, da "ammaestrare" con la continua ripetizione di slogan, frasi trite e ossessive.

In order to submit your comment, you have to register, filling out the fields below. If you are already registered, please login.
* Indicates a required field
Insert first name and last name. Example: John Smith
This address is used to authenticate your account should you ever encounter problems or forget your password.

Type the characters you see in the picture
According to the italian law and following the Note on the privacy, your personal data will be used for the aims of the Note and for manage your personal profile; without the mandatory data will not be possible send this form. The user can contact the responsible of this protocol according to the art. 7 D.Lgs. 196/03, also sending a e-mail to webmaster@mulino.it.
Sending this form, the user agrees to the terms and the aims of the Note.
The use of this site is under a license agreement, that I have completely read and with which I full agree [http://www.mulino.it/legale/legal.pdf].