Rivista il mulino

Content Section

 
immagine
Note
Indietro non si torna
Piero Ignazi, January 31, 2011

L’imperativo della sicurezza post-11 settembre ha appiattito la politica occidentale verso i Paesi musulmani sulla lotta al terrorismo. Questa distorsione ottica, oltre ad avere impoverito la nostra conoscenza dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ha reso i governi occidentali corresponsabili della sopravvivenza di regimi autoritari, sostenuti senza troppi patemi per contenere il fondamentalismo islamico.

E' stato commesso, sostanzialmente, lo stesso errore di Realpolitik di bassa lega degli anni Sessanta-Settanta, quando gli Stati Uniti e, con minore o maggiore riluttanza, i suoi alleati appoggiavano feroci dittature militari al solo scopo di arginare il comunismo. Quella scelta è costata moltissimo in termini di credibilità: i valori sbandierati dai Paesi occidentali non venivano presi sul serio e prevaleva l’immagine “reazionaria” e amica dei dittatori. Solo con la presidenza di Jimmy Carter, alla fine degli anni Settanta, e l’affermarsi di governi socialisti in molti Paesi europei – in particolare in Germania con Willy Brandt e Helmut Schmidt e in Francia con François Mitterrand – si sono in qualche modo riequilibrate le dichiarazioni di principio con le scelte di politica internazionale.

Anche oggi prevale l’imbarazzo delle cancellerie occidentali per essersi piegate a una visione miope della sicurezza. La rivolta tunisina e la cacciata di Ben Alì non sono state salutate con entusiasmo dai governi europei, a cominciare da quello italiano. Ancora più cauti sono i commenti nei confronti dell’espansione del nuovo “movimento di liberazione” che sta ora intaccando il bastione più solido dell’Occidente nella regione, l’Egitto. Mentre il segretario di Stato americano Hillary Clinton e lo stesso presidente Barack Obama si stanno sbilanciando per favorire una transizione, il ministro degli Esteri italiano si limita ad auspicare il cessare delle violenze “da ogni parte” e a invocare la stabilità. Troppo poco per essere protagonisti della nuova fase che si sta aprendo. Evidentemente, nonostante il contesto geopolitico di prossimità dei Paesi del Mediterraneo, non si è ancora capito che sbagliare ora significa perdere ogni leva di influenza nel futuro.

La rivolta egiziana ha infatti una valenza politica che i “tumulti del pane” degli anni scorsi non avevano. La domanda che sale dai manifestanti è di un cambio di regime, alimentata dalla crisi economica da un lato e dall’insofferenza per le angherie subite dall’altro. E “indietro non si torna”, in questi Paesi. Non siamo di fronte a una manifestazione di élite studentesche, come in Iran l’anno scorso, generose ma isolate. Qui è sceso in piazza un popolo intero, reclamando la cacciata del dittatore sulla base di quei principi occidentali che noi stessi abbiamo lasciato cadere in quei Paesi. La scoperta della libertà ha effetti deflagranti.

In un mondo dove tutti hanno accesso a una televisione grazie soprattutto ad Al Jazeera, non a caso oscurata per qualche giorno dal regime, le immagini delle migliaia di persone che sfidano il coprifuoco per ascoltare un signore distinto come il premio Nobel per la Pace Mohamed ElBaradei avranno un impatto duraturo. Il futuro dell’Egitto passa da quel piccolo signore. Sostenerlo è un interesse vitale per l’Occidente, oltre che un dovere morale. Speriamo che lo capisca anche il nostro governo.

Giuseppe Lovato, 01-02-2011, 11:26

E che lo capisca anche l'opposizione, che sembra più attenta a Ruby e alle sue compagne

Eugenio Antonio Ullucci, 01-02-2011, 10:56
Tra i tanti danni dell'era Berlusconi bisogna sicuramente comprendere la completa mancanza di credibilità internazionale del nostro paese. A questo punto risalire la china non sarà facile e certamente non con questo governo: Anche se quel poveretto di Frattini dicesse o facesse qualcosa di intelligente, invece di occuparsi in maniera indebita di appartamenti a Montecarlo, chi mai lo prenderebbe in considerazione?
In order to submit your comment, you have to register, filling out the fields below. If you are already registered, please login.
* Indicates a required field
Insert first name and last name. Example: John Smith
This address is used to authenticate your account should you ever encounter problems or forget your password.

Type the characters you see in the picture
According to the italian law and following the Note on the privacy, your personal data will be used for the aims of the Note and for manage your personal profile; without the mandatory data will not be possible send this form. The user can contact the responsible of this protocol according to the art. 7 D.Lgs. 196/03, also sending a e-mail to webmaster@mulino.it.
Sending this form, the user agrees to the terms and the aims of the Note.
The use of this site is under a license agreement, that I have completely read and with which I full agree [http://www.mulino.it/legale/legal.pdf].