Rivista il mulino

Content Section

 
immagine
Note
Acqua in bocca
Roberto Escobar, July 26, 2010

Il filtro? Roba da comunisti. E non stiamo parlando di sigarette, ma d’una legge: quella nota come legge-bavaglio. Per due anni Silvio Berlusconi ci ha investito i suoi uomini migliori (detto senz’offesa): oltre al solito Niccolò Ghedini, l’apposito Angelino Alfano e il servizievole Giacomo Caliendo. È stato proprio Caliendo, il sottosegretario più intercettato del millennio, che con spiccato senso del comico ha dato la notizia: non: se ne fa più niente. Non intendeva: della legge-bavaglio, e della sua Weltanschauung da Minculpop. Intendeva invece: del divieto di pubblicazione delle intercettazioni fino al rinvio a giudizio. Ora invece, si dice… si suppone… Insomma, se il capo avrà la gentilezza di non “fraintendersi”, le intercettazioni si potranno pubblicare, ma solo quelle considerate rilevanti. Lo decideranno il gip e le parti in una udienza-filtro, appunto.

In ogni caso, siamo (quasi) tutti in festa. Anche negli anni a venire potremo essere informati per tempo su chi, e come, intende divorarsi il paese, istituzioni comprese. Cioè, no. Non è proprio così. Nell’euforia per lo scampato pericolo corso dal più sovietico degli articoli della nostra Costituzione – il 21, che ha l’impudenza di recitare: «La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure» –, in questa euforia, dunque, corriamo il rischio di dimenticarci il resto. E il resto è che ancora le intercettazioni sono sottoposte alla regola dei 75 giorni di durata massima (per quanto aumentabili di 15 in 15, e non più di 3 in 3). Che cosa c’entri questa limitazione con la tutela della riservatezza, è questione oscura.

Meno oscuro è invece il motivo per cui Berlusconi s’è dovuto arrendere, se davvero s’è arreso. A parte il crollo nei sondaggi, se li è anche trovati tutti contro. Passi il Presidente della Repubblica, e passi quello della Camera. Il fatto è che s’è trovato contro addirittura l’opposizione. Son cose, soprattutto l’ultima, a cui il poveruomo non è abituato. E così ha ceduto. Ma con sofferenza e rammarico.

Bisogna capirlo, dunque. E con lui bisogna capire i più amareggiati fra i suoi tifosi, per i quali si tratta di una invereconda disfatta. D’altra parte, quando si è berlusconiani non ci son dubbi sui valori. Di questo è sicuro, fra gli altri, tale Maurizio Paniz, membro della commissione giustizia della Camera. Questa legge non mi piace più, dichiara, «ma alla fine io faccio quello che dice Silvio». Insomma: credere, obbedire, combattere.

Quanto a lui, non smette di lamentarsi. Ora, annuncia, sarà tutto di nuovo come prima. Gli italiani continueranno a non aver «la libertà di parlare al telefono». E il nostro, aggiunge, «non sarà un paese davvero civile». Per intenderci, un Carboni qualsiasi non potrà mettere insieme uno straccio di P 4 o di P 5, senz’essere origliato da un maresciallo (durante i primi 75 giorni, almeno). Per tacere del gossip eversivo di quei trinariciuti mangiabambini dei giornalisti, e dei loro editori.

La cosa più triste, spiega, è che «la battaglia sulle intercettazioni porta fuori il difetto della nostra democrazia». E quale mai è il difetto “portato fuori” dalla battaglia? Che la Repubblica sia «costruita con un’architettura costituzionale non in grado di produrre interventi di ammodernamento e democratizzazione». Lasciamo perdere l’italiano fantasioso e barocco della circonlocuzione, e concentriamoci sul senso: un Berlusconi qualsiasi non ha nemmeno la sacrosanta libertà di fumarsi la democrazia e le sue regole, cribbio. E se ci prova, lo costringono a usare il filtro, ‘sti comunisti.

In order to submit your comment, you have to register, filling out the fields below. If you are already registered, please login.
* Indicates a required field
Insert first name and last name. Example: John Smith
This address is used to authenticate your account should you ever encounter problems or forget your password.

Type the characters you see in the picture
According to the italian law and following the Note on the privacy, your personal data will be used for the aims of the Note and for manage your personal profile; without the mandatory data will not be possible send this form. The user can contact the responsible of this protocol according to the art. 7 D.Lgs. 196/03, also sending a e-mail to webmaster@mulino.it.
Sending this form, the user agrees to the terms and the aims of the Note.
The use of this site is under a license agreement, that I have completely read and with which I full agree [http://www.mulino.it/legale/legal.pdf].