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Note
Incentivi da weekend elettorale
Silvia Giannini, March 29, 2010
Venerdì 26 marzo è uscito in Gazzetta ufficiale il tanto atteso decreto per lo sviluppo. Si sa, questo è il “governo del fare”: ma nonostante l’impegno politico-mediatico, prevalgono i delusi. È deluso, ad esempio, chi, confidando nelle reiterate promesse di semplificazione, ha creduto di potere davvero fare a meno della Dia (dichiarazione di inizio attività) per i lavori di manutenzione straordinaria degli immobili, e sta scoprendo, invece, che norme regionali più restrittive rischiano di annullare le semplificazioni ostentate dal governo. Ma è deluso anche chi pensava che il decreto potesse aiutare a rilanciare, o almeno a sostenere, la domanda, per alcune tipologie di beni e settori particolarmente colpiti dalla crisi.Gli incentivi agli acquisti da parte sia di famiglie sia di imprese, assumono la forma di sconto effettuato dal venditore all’acquirente, ma solo dopo aver verificato la capienza entro un tetto di spesa fissato, caso per caso, dal decreto attuativo. A verificare la possibilità di soddisfare le richieste e a rimborsare il venditore saranno enti esterni alla Pubblica amministrazione, come le Poste, che verranno caricati di funzioni improprie, con possibili ripercussioni negative sull’attività tradizionale, e costi di gestione che dovranno essere rimborsati dallo Stato, ma che il decreto non precisa. A partire dal 6 aprile si aprirà una vera e propria corsa a ostacoli per arrivare prima e accaparrarsi le poche risorse disponibili, 300 milioni in tutto, disperse fra una decina di beni e settori: motocicli e moto elettriche, elettrodomestici a basso consumo, cucine componibili, abitazioni ecologiche, rimorchi, gru per l’edilizia, macchine ad uso agricolo, motori nautici, stampi per scafi da diporto, internet per i giovani. Le agevolazioni valgono per acquisti effettuati entro il 2010, ma le risorse rischiano di esaurirsi molto prima: per i motorini, ad esempio, si stimano al massimo 15 giorni. L’unico incentivo che assume la forma di riduzione delle imposte riguarda alcune spese di ricerca nel settore tessile, per la realizzazione di campionari. Non vi è però automatismo. Con meccanismi attuativi che non sarà semplice definire vi è anche in questo caso un tetto (70 milioni) che potrebbe persino già essere stato raggiunto, posto che ad essere agevolate sono le spese effettuate a partire dal gennaio 2010!
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