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Giuseppe ANTONELLI, Ma cosa vuoi che sia una canzone. Mezzo secolo di italiano cantato
Redazione , 17 febbraio 2010

La storia siamo noi, le nostre canzoni stonate urlate al cielo lassù. C'è chi dice che nell'amor le parole non contano, conta la musica, ma proprio quando pensi che sian troppe le parole, ti accorgi che sono gocce di memoria: parole, parole, parole per questo amore fatto solo di poesia (la citazione è il sintomo d'amore al quale non sappiamo rinunciare).

Questo libro riconsidera i testi delle mille canzoni italiane più vendute negli ultimi cinquant'anni, nell'intento di ricostruire - attraverso quelle parole - mezzo secolo di storia della nostra lingua. Mille testi spogliati della musica e fatti a brani; mille testi scrostati dalla vernice dello stile e della retorica e raccontati da un linguista appassionato di canzonette. Quelle delle canzoni, però, sono parole speciali: parole che restano così, nel cuore della gente. Sarà dunque il lettore a ridare a quei versi il ritmo e l'intonazione giusta, facendo di questo libro uno spartito da sfogliare, da leggere, da consultare, ma sempre canticchiando.

Giuseppe Antonelli insegna Linguistica italiana nell'Università di Cassino. Ha pubblicato, tra l'altro, "Lingua ipermedia. La parola di scrittore oggi in Italia" (Manni, 2006), "L'italiano: istruzioni per l'uso" (con L. Serianni, Bruno Mondadori, 2006) e, con il Mulino, "L'italiano nella società della comunicazione" (2007).

Collana "Intersezioni", Bologna, Il Mulino, pp. 264, euro 16.

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