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Internationa letters
Beirut, 17/9/2009
Gianluca Pescaroli, September 17, 2009
Le guerre per l’acqua. Le guerre per l’acqua esistono. Non è una novità, ma sicuramente è una questione spesso sottovalutata per capire le dinamiche che alimentano i conflitti. Succede così che un articolo comparso sul quotidiano «Daily Star» di Beirut lo scorso 4 agosto, costringa a fare i conti con lo spettro inquietante della scarsità reale. Il titolo fa sorridere: «L’Unfil sta costruendo difese sulla Linea Blu contro le mucche sioniste». Il contenuto del pezzo racconta di come la United Nations Interim Force in Lebanon (Unifil) sia in procinto di costruire sbarramenti per impedire che le mucche israeliane oltrepassino il confine libanese nella zona di Kfar Shuba violandone la sovranità, per approvvigionarsi d’acqua. La notizia di per sé potrebbe apparire secondaria, ma nasconde due elementi di prim’ordine. Da un lato sottolinea come la nuova allocazione delle risorse fondamentali, imposta dalla crescente siccità, contribuisca ad alimentare nuove tensioni in un’area già di per sé esplosiva. Dall’altro evidenzia la necessità crescente di ripensare gli organismi internazionali in funzione di una nuova realtà operativa, imposta anche dai mutamenti climatici. Queste dinamiche si intersecano sul suolo libanese dove, nonostante l’apparente stabilizzazione ottenuta con la conquista del governo da parte di Saad Hariri (non senza l’aiuto dei paesi occidentali che hanno favorito il rientro di migliaia di libanesi residenti all’estero per la diaspora) in occasione delle elezioni dello scorso giugno, nelle quali ha prevalso sulla coalizione guidata da Hezbollah, una serie di tensioni cova ancora sotto la cenere.
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