Rivista il mulino

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Note
Buone nuove
Bruno Simili, December 13, 2011

Non tutto è nero e fosco come sembra. All’orizzonte si profila anche qualche buona notizia.

Dopo molto parlare e molto annunciare, infatti, l’adeguamento alla media europea degli stipendi dei (numerosi) parlamentari italiani non dovrà più avvenire, con “urgenza” e “per decreto”. Il tema, delicatissimo come facilmente s’intende, andrà invece posto in discussione laddove lo si è sempre dibattuto e sempre lo si dovrà dibattere: in Parlamento. Saranno le Camere, e non più, per fortuna, un noioso professore di economia insieme ai suoi altrettanto noiosi professori circondati da tecnici, a provvedere, se vorranno provvedere, al taglio delle indennità di deputati e senatori. Nel modo, nel tempo e nel quanto che riterranno più corretti e opportuni. Oppalà.

È quanto previsto da un emendamento del governo (quello dei noiosi, sempre loro) presentato alle Commissioni Bilancio e Finanze. E per fortuna. Perché la norma prevista in origine dal decreto sarebbe stata illegittima, come ci spiegano i più esperti. Anche per quanto riguarda lo stipendio dei parlamentari, dunque, l’ultima parola toccherà, come sempre, ai parlamentari medesimi. Cui il governo ha tuttavia ricordato, con fermo garbo istituzionale, la necessità-dovere di equiparare il trattamento economico di titolari di cariche elettive e dei vertici di enti e istituzioni pubbliche rispetto alla media degli analoghi trattamenti economici percepiti dai colleghi europei. Ma le buone notizie non vengono mai sole, ed eccone subito, dappresso, un’altra. È stato infatti stabilito che “il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea” sia escluso “dall’ambito di applicazione” delle misure di liberalizzazione delle attività economiche previste dall’articolo 34 della manovra. Quella stessa manovra cui dobbiamo salva la pelle (ma che, nel salvarla, infligge a molti parecchie e dolorose ferite).

Due buone notizie, almeno. Eppure c’è chi si lamenta dei tempi bui.

Ma buone per chi?

maria cristina marcucci, 14-12-2011, 07:59
Lo stipendio dei politici mi pare solo uno dei problemi e non quello fondamentale, anche se, a mio parere strumentalmente e per distogliere l' attenzione da ben altro, si addita continuamente alla esasperata platea.
Più che i loro emolumenti ci costa la loro disonestà capillare, specie a livello locale. Il federalismo, con questa gente, sarebbe una vera e propria iattura.
Il parlamentare, a mio modesto parere, dovrebbe venire pagato benissimo, più di qualsivoglia altra carica o manager pobblico, e gli dovrebbero essere garantiti, a spese dello Stato, un segretario ed una elegante foresteria (per evitare che qualcuno, caritatevole, gli acquisti un appartamento a sua insaputa) nella quale dovrebbe obbligatoriamente risiedere 5 giorni ogni settimana. 
Quello di parlamentare dovrebbe essere però il suo unico incarico, sia pubblico, sia (soprattutto) privato. Gli dovrebbe essere assolutamente proibito, pena l' immediata decadenza, continuare il suo mestiere precedente, dal quale, se dipendente, verrebbe messo in aspettativa. Veramente scandaloso il caso della signora Bongiorno, che da parlamentare e sottosegretario alla giustizia (e Commissioni varie, chi più ne ha più ne metta) si è valsa del proprio potere e del proprio prestigio occupandosi, come difensore, dell' imputato di omicidio Raffaele Sollecito nel processo di Perugia. Un processo con una visibilità mediatica tanto importante e globale, che si è concluso col trionfo del Sottosegretario e la liberazione dell' assistito.
Comunque siano andate le cose, il peso politico della sig. Bongiorno non ha certo nuociuto. La credibilità del suo impegno come parlamentare, però,  dato il tempo e le energie che ha necessariamente profuso nel preparare e presenziare questo come altri processi  -  mi risulta abbia anche una giovane famiglia - e la sua costante presenza mediatica in manifestazioni  che garantiscano una qualche visibilità, fa sorgere legittimi dubbi sul suo reale impegno nella carica pubblica.
E quello della sig. Buongiorno è solo uno - dei più eclatanti poichè si parla di giustizia - degli infiniti esempi. Questo è il vero scandalo del nostro Parlamento.
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