|
|
Note
Te piace ‘o presepe?
«Nun me piace ‘o presepe», insiste il
Tommasino di Natale in casa Cupiello. Ha un bel provarci il padre
Luca, durante i tre atti della commedia di Eduardo De Filippo:
«Te piace ‘o presepe?... Te piace ‘o presepe?...
Te piace ‘o presepe?». Capatosta, quello non molla. Che
cosa resterebbe del suo amor proprio, se ammettesse d’aver
cambiato idea? È un lusso, cambiare idea. Richiede
autoironia, e una buona dose di fiducia in se stessi. Soprattutto,
richiede intelligenza. Dunque, se non cambia idea, Tommasino
è stupido?
Lasciamo impregiudicata la questione, e da quel di Napoli saliamo
per settecento chilometri verso Nord. Qui ne troviamo un altro, di
Tommasino (senza offesa per Eduardo). Si chiama Cadeo Maurizio, e
ancora per qualche mese è assessore della giunta milanese.
Per la precisione, è assessore al Decoro urbano. Un
sostantivo e un aggettivo impegnativi: decoro e urbano.
[...]
Breve dimostrazione dell'esistenza della sinistra
La notizia della settimana, anzi del secolo, è la
seguente: la sinistra esiste. Per la prima volta dai tempi dei
fratelli Gracchi, la settimana scorsa i sondaggi hanno dato la
sinistra in vantaggio sulla destra. Il vantaggio non è
determinato solo dall’inopinata resurrezione della
sinistra-sinistra, documentata dalle regionali in Puglia e dalle
primarie di Milano, ma anche dallo smottamento della Destra e dalla
crescita del Centro. Inoltre, il vantaggio è provvisorio, e
il Pd si sta impegnando come al solito a scialacquarlo: basti
pensare ai manifesti nei quali Bersani ha le visioni. Ma, insomma,
inutile stare a sottilizzare. Nel mio piccolo, anzi, posso
confermare questo trend epocale con un’esperienza vissuta in
prima persona: sono stato a una cena di sinistra. Perché una
cena sia di sinistra non basta che lo siano gli ospiti e tutti gli
invitati: devono esserlo anche la location, i discorsi e persino il
menu.
[...]
Troppo grandi per fallire
Tbtf o Sifi: due acronimi sui quali si gioca il futuro della
finanza e che hanno affaticato, più della battaglia tra le
valute, i leader nel summit di Seul appena concluso. Sono due
acronimi sui quali si gioca non solo il futuro delle regole della
finanza, ma, per certi versi, il futuro della finanza stessa,
intesa nel senso più generale, e cioè anche quella
che sta nei nostri portafogli. Significano, rispettivamente,
Too big to fail e Systemically important financial
institutions e rappresentano l’autentico rompicapo sul
quale da tempo governi, regolatori, banche e supervisori sono
impegnati. In sostanza, e riassumendo, ci sono banche troppo grosse
il cui fallimento può avere effetti disastrosi a catena su
tutti i mercati e le economie, e quindi gli Stati le devono
necessariamente salvare.
[...]
Il dissesto, idrogeologico e politico
Visioni apocalittiche accompagnano questo nostro autunno:
alluvioni, frane e smottamenti. Fisici e politici. Il territorio si
rivolta e continua a lanciare drammatici segnali d’allarme.
L’eccezionalità delle piogge si accompagna
all’incuria lungo i decenni, aggravando il cosiddetto
rischio idrogeologico. Conviene dunque non lasciarsi distrarre
troppo dai gadget elettronici che occupano i nostri viaggi
attraverso il Belpaese, e riprendere l’antica abitudine di
osservare il paesaggio dal finestrino.
[...]
Senza le élite
Sappiamo da molti anni, e molte ricerche lo confermano,
che la maledizione dell’Italia di oggi è la carenza o
addirittura l’assenza di ceti dirigenti all’altezza del
loro compito. Mentre i vizi sono sotto gli occhi di tutti,
più difficile sembra – almeno a giudicare dal livello
del dibattito pubblico – dire quali siano le qualità
richieste. È sotto gli occhi di tutti
l’incapacità di gran parte dei ceti dirigenti a
risolvere “emergenze” che durano da decenni. È
solo per una sorta di amore del paradosso che possono ancora essere
chiamate così: se si ripresentano con sistematica
regolarità sono infatti “emergenze normali”,
mentre il termine dovrebbe indicare l’eccezionalità
e/o imprevedibilità del fenomeno. Un po’ come il
“precario stabile” che contraddistingue lo stile
italiano del lavoro pubblico. Sono tornati ancora una volta alla
ribalta, in questi giorni, i problemi gravissimi della
“monnezza” in Campania, dopo che si era gridato al
miracolo della sua risoluzione… Ma la stessa considerazione
vale per i disastri annunciati di frane, alluvioni, esondazioni
che, in un paese ad altissimo rischio idrogeologico, si
ripresentano regolarmente dopo ogni pioggia prolungata, in zone ad
alto tasso di abusivismo edilizio, con strutture abitative non
adeguate. Queste “emergenze”, più della
quotidiana negligenza, squarciano il velo sulla stoffa di chi
dovrebbe governare e risolvere i problemi reali
dell’Italia.
[...]
|