Rivista il mulino

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Identità italiana
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Il futuro pensato
Bruno Simili, March 16, 2011
Anche dopo le notizie drammatiche che vengono dal Giappone, molte analisi sul futuro energetico del pianeta sembrano ancora dominate dai “ma” e dai “però”. Ancora una volta, il momento sembra perfetto per accendere nuove contrapposizioni e rinfocolare vecchi rancori. “Senza se e senza ma”, in questo caso, ci si scaglia contro chi la pensa in un altro modo. Nuclearisti e antinuclearisti. Molto spesso "a priori". [...]
Aspettando la Cei
Umberto Paniccia, March 9, 2011
C’era molta attesa per le parole che il presidente della Cei, nell’aprire il 24 gennaio scorso la riunione del Consiglio permanente, avrebbe dedicato ai “festini di Arcore”. Proprio per questo ho letto per intero e con attenzione la prolusione del cardinale Bagnasco. A giudicare dalle prime reazioni, il cardinale Bagnasco sembra non avere deluso nessuno. [...]
Non studio, non lavoro e non "mi formo"
Andrea Lavazza, March 2, 2011
In Italia il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a dicembre 2010  è salito al 29%, con un trend crescente che l’ha portato al livello più alto dal gennaio 2004. Secondo l’ultimo rapporto Censis, d’altro canto, 2.242.000 persone tra i 15 e i 34 anni rientrano nella categoria Neet (Not in education, employment or training), ovvero coloro che non studiano, né lavorano, né sono in formazione professionale. [...]
Lo Stato biscazziere
Bruno Simili, February 17, 2011
L’ascensore sociale si è rotto. È fermo da parecchi anni e quelli rimasti chiusi dentro non se la passano granché bene. Però sono riusciti a portarlo al piano, dove, con un po’ di pazienza, qualcuno è riuscito a scendere e a procurarsi i beni di prima necessità. Ad esempio qualche gratta e vinci. Ma se l’ascensore sociale non funziona più, adesso tocca ricorrere alla fortuna. Giocare. Scommettere. [...]
L'agenda dell'indignazione
Chiara Saraceno, February 4, 2011
Ancora una volta le donne sono chiamate a indignarsi per la mancanza di rispetto di cui sono oggetto sistematicamente, e per l’umiliazione che patiscono per il modo in cui sono rappresentate: corpi da usare, vendere, comprare, con o senza il proprio consenso. È giusto, non se ne può fare a meno. Anch’io ho firmato uno dei tanti appelli alla mobilitazione. Eppure devo confessare un crescente disagio. [...]
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