Il divario digitale indica la differenza tra chi ha e chi non ha
accesso a Internet e, più in generale, alle nuove tecnologie
dell’informazione (Ict). Negli ultimi quindici anni diverse
indagini, nazionali e comparate, hanno svelato i fattori
responsabili di questa sorta di nuova diseguaglianza. A livello
macro, sono importanti il contesto istituzionale, le politiche di
regolazione, la struttura del mercato delle telecomunicazioni e la
capacità di innovazione tecnologica di un Paese. Genere,
età, istruzione, reddito, etnia, posizione professionale
incidono invece a livello micro sulle chance individuali di
accedere a Internet.
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Intervenendo al meeting di Cl, Emma Marcegaglia ha detto che il
comportamento della Fiat a Melfi è conforme alla legge; ma
subito dopo si è corretta, precisando che rientra nella
“prassi normale”. Il che è vero. La costante di
quarant’anni di esperienza applicativa dell’ordine
giudiziale di reintegra in caso di licenziamento ingiustificato
è l’impossibilità pratica di darne esecuzione
senza la spontanea collaborazione del soccombente. Il che non
dipende soltanto dall’inadeguatezza del diritto processuale
civile. Infatti, nemmeno la minaccia di sanzione penale
(comminabile anche nel caso di specie, perché l’ordine
di reintegra è stato emanato in seguito a un ricorso ex art.
28 st. lav.) è un deterrente capace di premere sulla
volontà dell’obbligato.
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4/10
Aperto da un ampio contributo del premio Nobel Amartya Sen, il quarto numero dell’anno tocca molti dei temi tradizionalmente seguiti sulle pagine del “Mulino”. I guai dell’università italiana, e in particolare il tempo impiegato dagli studenti per giungere alla laurea (nella proposta contenuta nell’articolo di Livi Bacci e De Santis, che i lettori del sito potranno scaricare gratuitamente) e le consuete analisi del panorama politico italiano (Anderlini e Fava) e internazionale (Zanatta e Ronchi). Ma anche contributi più specifici, come quello di Santoro sulla cultura dell’evasione fiscale in Italia, di Tincani sul matrimonio omossessuale, di Sertorio sull’impossibilità di riprendere la strada del nucleare. “Stampa e regime” è dedicata all’isteria che domina i media italiana, mentre la “farina del diavolo” si occupa, con la solita impertinenza, “di impediti e impedimenti”, un tema molto attuale. Triste e un po’ patetico, ma indubbiamente di attualità.
[Dal n. 4/10]
Da diversi decenni molti medici si affaccendano al capezzale dell’università
italiana e non si contano le medicine che l’ammalata ha dovuto trangugiare. Per la
verità, più che a farmaci moderni, i rimedi assomigliano a quelli prescritti dai
medici di Goldoni e di Molière: emetici, purganti, ricostituenti o lassativi. Un po’
ipertrofica, un po’ ipocondriaca, l’università sopravvive ai mali che l’affliggono,
specchio di un Paese tentato dalla modernità, ma timoroso delle sue
conseguenze.
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A fronte del crescente clima di paura che pervade
la vita sociale, i governi dei paesi occidentali e la legislazione
comunitaria fanno ricorso nelle loro normazioni al cosiddetto
principio di precauzione, inteso come un insieme di misure
cautelative verso pericoli e rischi potenziali. Se, inizialmente,
il principio era commisurato alla domanda sociale di protezione,
oggi esso tende ad essere invocato per perseguire scopi politici
altri, anche in assenza di prove certe di pericolosità e
senza tener conto di effetti secondari perniciosi, o di violazione
dei principi democratici.
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31 agosto 2010
In uno degli episodi di “Family Guy” (serie animata
statunitense che smaschera con ironia la mediocrità e
l’ignoranza di una certa cultura non solo americana) la
famiglia protagonista è seduta di fronte alla televisione,
sullo schermo si vedono due donne seminude distese su un prato che
si spalmano a vicenda dell’olio solare con atteggiamento
sensuale, l’inquadratura si sposta su alcune bottiglie mentre
una voce fuori campo dice: “Se compri questa birra delle
donne focose faranno sesso nel tuo giardino”.
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Al di là dell’analisi delle tematiche generali che,
ovunque nel mondo occidentale, correlano la corruzione con
l’attuale malessere democratico, gli antidoti
“domestici” da adottare per contrastare questa
situazione sono almeno due, oltre quelli previsti dalla repressione
diretta. Il primo è assicurare se non un ricambio almeno una
circolazione delle èlite, come già auspicava Pareto.
L’altro è sciogliere il nodo gordiano delle lobby.
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Villa Aldrovandi Mazzacorati, Via Toscana 19, ore 18.30,
nell’ambito della manifestazione “Festa
degli editori e dei librai” presentazione del volume
Mazzini di Giovanni Belardelli.
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