Rivista il mulino

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Una democrazia capace di decidere

immagine Gli antirenziani della sinistra Pd dovrebbero anzitutto mettersi d’accordo con se stessi. Perché è difficile far quadrare le loro critiche contro “un Parlamento di nominati” con quelle contro Renzi dittatore, che mortifica il Parlamento impedendogli di discutere a fondo le proposte elaborate dal governo. Se il gruppo parlamentare Pd non è un’espressione della società civile – degli elettori di sinistra, nel caso – autonoma e indipendente dalle “nomine” del partito, per quale motivo, in Parlamento, esso dovrebbe avere la precedenza sulle decisioni di un governo guidato dal leader del partito, e legittimate da una stragrande maggioranza negli organi direttivi del partito stesso? Perché preferire i “nominati” al “nominante”? Per favore, dicano come stanno realmente le cose: che, nonostante le pseudo primarie, in questo Parlamento i parlamentari erano stati nominati dalla precedente leadership del partito, prima della rivoluzione renziana. Dopo la rivoluzione una buona parte di essi si è accodata al carro del vincitore – per opportunismo o per genuino mutamento di convinzioni, qui non rileva – ma ne è restata una parte consistente che si oppone frontalmente a Renzi e agli orientamenti del suo governo: questa parte contrasta la legislazione che il governo sta cercando di far passare, continuando in Parlamento la battaglia che ha perso nel partito. Una battaglia politica, non una battaglia su sacri principi costituzionali che devono essere da tutti condivisi. Una battaglia non diversa – anche se motivata da idee politiche opposte – da quella che conducono Brunetta o la Meloni o Salvini o Grillo: anch’essi accusano Renzi di tendenze cesaristiche, di essere un dittatore. Proprio come la sinistra del Pd.  [...]

 

in libreria

«il Mulino» 1/2015

Quando il lettore avrà in mano questo numero del «Mulino» conoscerà il nome del nuovo presidente della Repubblica, saprà valutare le prime conseguenze sull’economia europea del Quantitative Easing, si sarà fatto un’idea degli effetti della vittoria di Syriza, in Grecia e in Europa. Noi, viceversa, scriviamo questo editoriale senza conoscere neppure la composizione del governo greco; né sapendo chi è il nostro nuovo capo dello Stato. [...]

il caso italiano

Un presidente per contrastare l’antipolitica

Nel dibattito intorno alle “priorità” e ai tratti che il nuovo presidente della Repubblica successivo al (quasi) doppio mandato di Giorgio Napolitano avrebbe dovuto darsi diversi analisti, politologi e giuristi hanno insistito sul bisogno di una figura attenta alle percezioni (e alle tensioni e sofferenze) dell’opinione pubblica. Una presidenza “di prossimità”, in grado di sintonizzarsi con la cittadinanza [...]

Giudici responsabili?

Dopo i tagli alle ferie e il tetto agli “stipendi d’oro” è arrivata, per i nostri magistrati, anche la riforma della responsabilità civile. Non ne dovrebbero essere troppo sorpresi. Il clima nel Paese non è certo di fiducia nei confronti di chi occupa ruoli pubblici. Tutt’altro: a gran voce si chiedono regole – e pene – più severe. Per tutti. Il governo Renzi l’ha colto e intende “cambiare verso” anche in questo campo. [...]

Due o tre cose sulla legge Levi

La legge Levi, che fissa al 15% il limite massimo dello sconto sui libri e regolamenta le promozioni in libreria, non è stata abolita. E per fortuna, perché la sua abolizione sarebbe stata un disastro. Entrata in vigore nel 2011, la legge è stata pensata per cercare di arginare l’arroganza e la prepotenza innanzitutto di Amazon, poi della grande distribuzione e delle librerie di catena [...]

fedi e mondo

Papa Bergoglio e il Sinodo sulla Famiglia

[Tra istanze pastorali e problemi di dottrina ] Tra qualche anno sarà facile spiegare ex post la logica di quanto sta accadendo oggi nella Chiesa. Si potrà sorridere delle cecità e degli errori di valutazione. Ma quello che gli analisti del futuro non proveranno sarà l’incertezza del presente e le sue potenzialità. Alcune di queste virtualità scompariranno, altre saranno distorte, altre si piegheranno a manipolazioni. Ma l’evoluzione del futuro dipende anche dalla pressione sotterranea di ciò che oggi viene respinto e non può venire alla luce. Ecco perché è importante registrare le incertezze, le involuzioni, i giudizi espressi a caldo dai protagonisti e dagli osservatori. Anche dal punto di vista laico.  [...]

cartoline dall'Italia

Calabria, l'astensionismo asimmetrico

Nel suo Saggio sulla lucidità José Saramago racconta di un Paese in cui, in occasione delle elezioni per il rinnovo del governo locale, la partecipazione al voto è molto alta, ma il 75% degli elettori ripone nell’urna una scheda bianca. Al Pdd (partito di destra) basta dunque un modesto 13% degli aventi diritto al voto per vincere le elezioni. Dalla penna del Nobel alla realtà il passo è breve: [...]

a scuola

Che cosa non dovremmo chiedere alla scuola

Facciamo un esperimento mentale. Immaginiamo di essere degli studiosi di sociologia interplanetaria, che si occupino di capire, venendo da un altro mondo, che cosa spinga giovani umani dai tre ai diciannove anni a entrare in edifici tutti tra loro simili, intrattenervisi con umani adulti che parlano e scrivono alla lavagna, per poi uscirne, dopo cinque, sei o dieci ore. [...]

in Europa

Intervista a Christoph Cornelißen

Professor Cornelißen, tra i suoi ambiti di ricerca spiccano la storia dell’Europa degli ultimi due secoli e la storia delle migrazioni. Oggi più che mai il nostro continente risulta segnato dai fenomeni migratori, che oltre a mutarne profondamente i caratteri sociodemografici incidono indirettamente sulle forme di rappresentanza politica nei diversi Parlamenti nazionali e nel Parlamento europeo. [...]