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Prime, seconde e… terze Repubbliche?

immagine Spero che Ezio Mauro, libero dagli impegni di direttore de «la Repubblica», torni a scrivere con frequenza: una bella testa politica in più non guasta, in questa situazione confusa. E il suo intervento del 21 giugno scorso è un contributo serio senz'altro utile a un'interpretazione di quanto è avvenuto nelle elezioni comunali, della straordinaria vittoria dei 5 Stelle. Parte però da una premessa che è giusta solo a metà: un’analogia stretta tra i precedenti e vittoriosi “populismi” della Seconda Repubblica (prima quello di Berlusconi, insieme a quello minore di Bossi; poi quello di Renzi) con il populismo di Grillo e dei 5 Stelle, che di Repubbliche ne avvierebbe una Terza. L’analogia riguarda la forma dell’offerta politica, una forma personalizzata, gridata e demagogica, molto divisiva, fortemente polemica nei confronti dell’establishment: “noi”, il popolo onesto e sano, guidato da un leader carismatico, contro “loro”, vecchi, incapaci, ma inamovibili nelle loro ridotte di potere. «Se vaian todos», come direbbero i sudamericani: rottamiamoli tutti. Questa metà della premessa corrisponde ai fatti, ma non tiene conto del contenuto di sostanza dell’offerta politica, della proposta programmatica che i populismi della Seconda Repubblica pur avanzavano. Persino nel caso di Bossi, e in seguito di Salvini, questa proposta c’era e c’è: prima un regionalismo spinto sino alla devolution – qualcuno se ne ricorda ancora? – e ora un nazionalismo antieuropeo di tipo lepenista, con evidenti caratteri xenofobi. E c’era nella prima proposta di Berlusconi, un liberalismo scatenatore di energie, una ricetta che l’Italia consociativa non aveva mai provato, anche se era merce comune nei Paesi anglosassoni. Una ricetta che Berlusconi non volle o non riuscì ad applicare. Soprattutto c’è nella proposta di Renzi. [...]

 

lettere internazionali

Madrid
27/6/2016

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Londra
27/6/2016

Il disastro di Cameron e la doccia gelata di Brexit. È stato buon profeta chi ha definito David Cameron un apprendista stregone dopo la decisione di mantenere la promessa, [...]

Edimburgo
27/6/2016

La leadership scozzese nel post-Brexit. Una delle questioni che Brexit ha fatto immediatamente riemergere, come era ampiamente prevedibile, è quella scozzese [...]
 

culture

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fedi e mondo

Populista o umanista?

Nel continuare a vedere in Bergoglio un populista manicheo, Loris Zanatta dice: «faccio lo storico e studio il papa calato nel suo tempo». In realtà il papa è inchiodato al passato dell’Argentina peronista, [...]

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Bosnia, i musulmani ribelli

Il 18 novembre 2015, pochi giorni dopo gli attentati di Parigi, Enes Omeragić, un giovane di Sarajevo, è entrato in una sala per scommesse nel quartiere periferico [...]

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[Quel pasticciaccio brutto di Downing Street] Manca oramai poco al 23 giugno, giorno in cui i cittadini di Sua Maestà britannica saranno chiamati al voto per decidere sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea. [...]

cartoline dall'Italia

La sfida dell’accoglienza

[Cartolina da Parma]«Non capivo perché ci rimanessero così male se non telefonavo per avvisare che tornavo tardi. Poi ci ho pensato. Era da così tanto tempo che qualcuno [...]

in libreria

Berlino, mai uguale a se stessa

Furono gli architetti della Bauhaus, nei vivacissimi anni Venti, a inventare l’architettura moderna a Berlino, per poi portarsela dietro oltre Atlantico [...]

«L’odio online»

Nelle società contemporanee, internet rappresenta uno spazio fondamentale di espressione, produzione e confronto tra individui e gruppi. È questa consapevolezza a costituire lo sfondo del volume di Giovanni Ziccardi  [...]

memoria / memorie

L'inno di Mameli e il buon patriottismo

[Dal numero 2/2011 della rivista] Che succede, insomma? Dobbiamo sentirci italiani? Non dobbiamo sentirci italiani? Perché sono questi, in definitiva, gli interrogativi che la celebrazione del [...]

Altiero Spinelli

[Un ricordo di Piero S. Graglia (dal n. 6/2010 della rivista)] A tre anni dall’avvio delle celebrazioni per il centenario della nascita di Altiero Spinelli (nato a Roma il 31 agosto 1907), si può provare a fare un bilancio non tanto [...]

a scuola

Educare o diseducare?

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profilo

Karl Kraus

Il 12 giugno di ottant’anni fa moriva Karl Kraus, uno degli uomini di cultura più affilati e influenti espressi dal mondo di lingua tedesca nel Novecento. Ogni anniversario è, [...]

Pierre Boulez

[La scomparsa di un vero Maestro] Schönberg est mort, scrisse con enfasi nel 1952, certo non immaginando che quel suo strano messaggio, misto di costernazione e senso di liberazione,sarebbe stato inteso come uno snodo fondamentale della musica contemporanea [...]