L’iscrizione "Arbeit Macht Frei" (il lavoro rende liberi),
che campeggiava sull’ingresso del campo di sterminio nazista
di Auschwitz è stata rubata da sconosciuti. Vandalismo?
Profanazione? Furto per collezione?
Quando i sovietici liberarono il campo, prestarono soccorso ai
sopravvissuti, ma nei giorni successivi sentirono la
necessità di realizzare un falso documentario nel quale,
proprio sotto la scritta "Arbeit Macht Frei" i prigionieri
inneggiavano all’Unione Sovietica sventolando bandierine
rosse. Erano abitanti del paese reclutati per
l’occasione perché i superstiti assistiti dalla
sanità sovietica non erano in condizioni di inneggiare
proprio a nulla.
[...]
|
|
[Dal n. 6/09]
È straordinaria la rapidità con cui è mutato il clima culturale nel nostro
Paese. Sino ad ieri tutti si dichiaravano laici, con zelo, sia pure con l’aggiunta
di «sani» o «positivi». Adesso è diverso: se critichi la Conferenza episcopale
italiana devi offrire le credenziali che non sei nemico della religione, della
Chiesa, anzi di Dio. Recentemente ha dato il suo contributo indiretto anche un
libretto dal titolo fortunato di «laici furiosi»: tipico esempio di fuoco amico, che
ottiene l’effetto opposto di quello desiderato.
[...]
6/09
Con l'ultimo numero del 2009 (novembre-dicembre) si chiude l'anno che ha visto una piccola rivoluzione nella rivista. Il fascicolo, aperto dall'articolo di Gian Enrico Rusconi dedicato alla "fatica di essere laici" in Italia (liberamente scaricabile dal sito), ospita un contributo di Piero Ignazi che fa il punto sulla politica italiana, uno di Asher Colombo sul fallimento della sanatoria per colf e badanti, il "confronto" tra Alessandro Cavalli e Valentina Aprea sulla scuola italiana, un importante articolo di Anna Cento Bull sulla memoria della stragi che hanno segnato la storia della nostra Repubblica. Tra gli altri, inoltre, si segnala il contributo di Pier Luigi Contucci dedicato alle lotterie gestite dallo Stato italiano.
Stiamo entrando nel secondo decennio del secolo. Chi è
nato attorno al giro del millennio avrà un ciclo di vita
assai diverso rispetto alle generazioni precedenti, con una
longevità che nella media - almeno per le donne - potrebbe
largamente superare i 90 anni, e un cospicuo aumento degli anni
vissuti in buona salute. A ciò dovrà corrispondere
una diversa allocazione di formazione e lavoro, non più
incasellati entro rigidi confini anagrafici, ma intersecati e
alternati.
[...]
La storia siamo noi, le nostre canzoni stonate urlate al cielo
lassù. C'è chi dice che nell'amor le parole non
contano, conta la musica, ma proprio quando pensi che sian troppe
le parole, ti accorgi che sono gocce di memoria: parole, parole,
parole per questo amore fatto solo di poesia (la citazione è
il sintomo d'amore al quale non sappiamo rinunciare). Questo libro
riconsidera i testi delle mille canzoni italiane più vendute
negli ultimi cinquant'anni, nell'intento di ricostruire -
attraverso quelle parole - mezzo secolo di storia della nostra
lingua.
[...]
Luiss Guido Carli, Viale Pola 12, ore 17.30, presentazione del
volume
Le agenzie di rating, tra crisi e rilancio della finanza
globale di Giovanni Ferri e Punziana Lacitignola.
[...]
Biblioteca Statale di Macerata, Via Garibaldi 20, ore 16.30,
presentazione del volume
Gli ultimi giorni. Stati che crollano nell’Europa del
Novecento di Paolo Macry.
[...]
|
01 febbraio 2010
Sarà che in giro c’è sempre una gran voglia
di elezioni, e dunque alla prima voce di un possibile voto
anticipato l’attenzione generale lì si concentra,
sarà che ormai gran parte dello spazio è occupato da
fatti e fatterelli in un modo o nell’altro legati al
chiacchiericcio romano, ma diverse notizie sui nostri media non si
trovano. O se si trovano, hanno poco spazio. Peccato, perché
molte volte ne meriterebbero. Prendiamo il caso dell’ultimo
rapporto sulla corruzione nel mondo, stilato da Transparency
International (TI). Basato sul Corruption Perception Index (CPI),
il Rapporto mette in fila i “voti” – da 0 a 10
– ai diversi Paesi. Tra i Paesi con un bassissimo tasso di
corruzione, spiccano Australia e Canada (8.7), a fronte di valori
inferiori al 2 di Venezuela (1.9), Iran (1.8), Sudan (1.5) e di
molti altri Paesi del Sud del mondo.
[...]
Ciò che davvero impressiona nella vicenda della sentenza
europea sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche
è la paradossale inversione dei ruoli degli attori
coinvolti. Il governo italiano rinuncia a difendere il valore
costituzionale della laicità della Repubblica e la sacra
libertà della scuola sostenendo che la croce, come vessillo
dell’unica chiesa nominata nella Costituzione, andrebbe
considerata un simbolo dello Stato. La conferenza episcopale
italiana dichiara testualmente che il crocifisso «non
è solo simbolo religioso, ma anche segno culturale» e
che la sua «esposizione nei luoghi pubblici è in linea
con il riconoscimento dei principi del cattolicesimo come
“parte del patrimonio storico del popolo italiano”,
ribadito dal Concordato del 1984».
È dunque alla laica Corte europea che tocca ricordare ai
cattolicissimi italiani che (traduco dal francese della sentenza)
«il fatto che la croce abbia anche altre “chiavi di
lettura non comporta la perdita della sua connotazione principale,
che è religiosa».
[...]
|



